Salire su un aereo verso Upolu significa abbandonare lentamente il frastuono del mondo moderno e immergersi in un paradiso sospeso tra oceano e cielo. Appena l’aereo sorvola l’isola, la vista e’ un mosaico di verde intenso, lagune turchesi e villaggi che punteggiano la costa con le loro case tradizionali in fale.
Situato nel cuore del Pacifico meridionale, l’arcipelago Samoano e’ composto da due isole principali, Upolu e Savai’i, e da una costellazione di isolette minori. Qui il viaggio non è soltanto movimento nello spazio, ma anche attraversamento di un tempo diverso, quello della fa’a Samoa, il modo di vivere tradizionale, ancora intatto. Fa’a Samoa significa letteralmente “il modo Samoano”e rappresenta il rispetto reciproco, l’armonia tra le persone e l’equilibrio con la natura. Ogni azione, dal lavoro alla famiglia, è influenzata dal Fa’a Samoa. L’individualismo e’ subordinato al bene collettivo. La famiglia estesa (AOGA) e’ centrale: spesso più persone vivono insieme e condividono cibo, lavoro e risorse. Il rispetto per gli anziani e per i Matai, capi dei villaggi e delle famiglie estese, responsabili della gestione delle proprietà , della giustizia interna e delle decisioni importanti, e’ fondamentale.
Ovunque, nel paese, di fronte alle case si trovano le fale tele (letteralmente “grande casa”), ampie strutture aperte, rotonde o ovali, con tetto in paglia o lamiera e senza pareti, sorrette da colonne in legno. Le fale tele hanno un profondo valore sociale e culturale nella vita Samoana: 1) incontri famigliari e comunitari (riunioni, decisioni del villaggio) 2) cerimonie tradizionali come matrimoni e funerali 3) spiritualità e rispetto: sono luoghi di ascolto. L’architettura aperta simboleggia trasparenza, uguaglianza e legame con la comunità e con la natura. 4) vita quotidiana: vengono usati come spazi ombreggiati per cucinare insieme o lavorare artigianato . Mi sono fermata davanti ad una fale dove le donne erano riunite nei loro lavori giornalieri ed ho avuto un’accoglienza calorosa.
A Samoa, come a Tonga, la domenica è sacra: le strade si svuotano, le chiese si riempiono di canti. E’ un giorno che appartiene alla comunità e al silenzio del mare.
La Cattedrale di Apia è già gremita alle 7 del mattino.
Uscendo dalla città si vedranno tante chiese con i fedeli che si incamminano per il rito domenicale.
Una in particolare mi colpisce. Appena entrata nella piccola chiesa dal tetto lucente, vedo un gruppo di bambini seduti, tutti vestiti di bianco. Il Reverendo mi guarda ed io, timidamente, mi presento e chiedo se posso scattare una foto. Lui chiama i bambini, che si alzano e si allineano di fronte all’altare. Dopo la foto di gruppo mi sorride e mi dice: “non abbiamo un dono da darti, ma per ringraziarti di esserti fermata da noi, ti dedichiamo questa canzone”. Al sorriso si unisce un coro di voci. Non servivano parole: il canto era già un abbraccio.
In Samoa il lutto non si consuma in silenzio, ma prende forma nei colori. Quando qualcuno lascia questa vita, i familiari non si limitano a piangere: fanno stampare una maglia, un tessuto che diventa memoria. Sul cotone compaiono un volto sorridente, le date che segnano l’inizio e la fine di un cammino terreno (Sunrise e Sunset) e parole che parlano di amore eterno. Indossare queste maglie è come portare addosso un pezzo di storia familiare. Non sono solo un ricordo privato; sono dichiarazioni pubbliche d’affetto, visibili nei mercati, alle fermate degli autobus, persino negli aeroporti (come questa donna).
Ne vedrò moltissimi in giro. Ogni passo compiuto da chi le veste è un passo che la comunità fa insieme al defunto, perché nessuno venga dimenticato. In Occidente siamo abituati a pensare il lutto come nero, silenzioso, nascosto. A Samoa e’ rosso, blu, viola. E’ stampato, mostrato, condiviso, e’ un rito che dice: “tu sei ancora con noi, cammini nel nostro quotidiano” Così, anche anni dopo, tra il profumo dei fiori d’ibisco e il rumore dell’oceano, può capitare di incrociare un sorriso stampato sul dorso di qualcuno. E in quell’istante capisci che qui, la memoria non muore mai: cambia solo forma, e continua a vivere tra la stoffa e il cuore.
La città di Apia è la tipica capitale polinesiana dai ritmi lenti. Il porto è un po’ assonnato,
mentre i mercati di tutto il paese sono sempre molto colorati con fiori e  stoffe dai motivi floreali; nell’aria profumo di frangipani e frutti tropicali. Poi ci sono i venditori di tabacco e alcuni banchetti che vendono abbigliamento di seconda mano.
A pochi chilometri dalla cittĂ , la natura prende il sopravvento. Le cascate di Fuipisia scendono da oltre 50 metri in un anfiteatro verde.
Tra foreste pluviali e piccole montagne verdi anche Togitogiga Falls sa di vita, con il suo scroscio che si fonde con l’aria umida e profumata.
Ma il simbolo di Upolu è il To Sua Ocean Trench: una caverna collassata che forma una piscina naturale collegata al mare. Scendere la scala di legno e tuffarsi nell’acqua verde-blu e’ come penetrare nel cuore della terra. Se poi aggiungiamo il fatto che al mattino alle 9h30 siamo i primi visitatori, il luogo si trasforma in set cinematograficoÂ
Percorriamo la costa sud, su una strada che sembra uscita da una fiaba.
Insenature, baie nascoste, qui il tempo sembra essersi fermato, con il ritmo della vita dettato solo dal vento tra le foglie di cocco e dal canto degli uccelli tropicali.
E’ così che si arriva davanti  al Seabreeze Resort, con i suoi splendidi bungalow vista mare
Sulla costa sud, la spiaggia di Lalomanu appare come un manifesto da cartolina: sabbia bianca, palme piegate dal vento, il mare che sfuma dall’azzurro al turchese.
Nuotare nelle sue acque trasparenti significa sentirsi sospesi in un sogno: la sensazione di un contatto diretto con la natura incontaminata
Chi vuole trascorrere una giornata in spiaggia può affittare uno di questi fale per avere ombra.
Quando il sole comincia a scendere, Lalomanu cambia volto. Il cielo si tinge di arancio, rosa e viola, e il mare riflette ogni sfumatura. Ma può essere anche minaccioso, quando forti raffiche di vento colpiscono le palme.
In tutto questo lungo tratto si può scegliere di dormire nei fale, le capanne tradizionali, spesso aperte su tutti lati, lasciando che il suono delle onde accompagni il sonno.Â
Ne esistono di vari tipi. I fale aperti sono strutture senza pareti, che permettono di dormire sotto le stelle con una rete anti-zanzare. Ideali per chi cerca un’esperienza autentica e a contatto con la natura.
I Fale chiusi hanno invece strutture con pareti, e offrono maggiore privacy e protezione dalle intemperie, pur mantenendo l’atmosfera tradizionale.
Alcuni Beach Fales hanno camere con bagno privato, aria condizionata e altre comoditĂ , per chi desidera maggiore comfort.
Ne abbiamo provate diverse. Molte fale hanno la formula mezza pensione, con cucina casalinga eccellente, molto pesce (una sera pure l’aragosta).
Questa è Manusina
Se, dopo un po’ di giorni molto local, vi mancano le comodità da 4stars, basta andare a nord, vicino all’aeroporto internazionale.
Qui sorge lo Sheraton (ora fa parte del gruppo Marriott)
Lo Sheraton, oltre la piscina, ha una spiaggia privata, con piccole baie, dove la privacy è garantita. In una di queste, granchi giganti si muovono, veloci, dal mare alla tana, scavata nella soffice sabbia.
Dall’altra parte della costa nord, si trova un altro Hotel spettacolare. Sabbia bianca, mare turchese, fale che ondeggiano al ritmo del vento e comode ville che si affacciano sul “Paradiso”.
Bella anche la vista da uno dei ristoranti
“Return to Paradise “ e’ proprio il nome dell’Hotel, così chiamato perché qui, nel 1952, è stato girato un film famoso che porta lo stesso nome, con il mitico Gary Cooper: avventura, emozioni e sogni sospesi tra realtà e cinema. Un piccolo padiglione che si affaccia sull’oceano contiene la tomba dedicata a Roberta Haynes, l’attrice hollywoodiana che interpretò il ruolo di Maeva nel film. L’attrice nutriva un legame profondo con questo luogo, e nel 2015 espresse pubblicamente il desiderio, che, dopo la sua morte le sue ceneri venissero riportate a Samoa. Dopo la sua morte, nel 2019 la famiglia rispetto’ la sua volontà .
C’è un momento, scendendo dal traghetto a Salelologa, in cui sembra che il tempo smetta di correre. Un’ora e mezza di navigazione , e si arriva a Savai’i, l’isola più ampia e più selvaggia di Samoa.
Qui la natura è regina assoluta. Poche auto, la gente si sposta principalmente su autobus dipinti ed addobbati, che scorrazzano sull’unica strada che fa il giro dell’isola.
Savai’i è un mosaico di paesaggi primordiali: a partire dalle Taga Blowholes. Qui l’acqua viene spinta attraverso aperture nella roccia costiera creando geysers marini, soprattutto durante l’alta marea.
Incontri sorridenti
Ancora natura splendida, come questi alberi di frangipani
E poi un incontro emozionante: le tartarughe marine, che nuotano libere, ma non temono i turisti e si lasciano accarezzare.
Guardate queste due che sembrano baciarsi
E poi, naturalmente, le spiagge, piccole perle incastonate in una natura dai colori unici.
A Manase, la più famosa tra le spiagge turistiche di Savai’i,  si trova lo Stevenson’s Resort, con vari tipi di accomodation, dai bungalow stile “fale” ai lodge.
Io però ho molto amato Lauiula Beach Fales, un’accogliente struttura rifatta a nuovo, situata sulla splendida spiaggia bianca di Lano. Offre un’esperienza autentica e rilassante, ideale per chi cerca un soggiorno tranquillo a contatto con la natura. Lano e’ anche una delle migliori zone per il kite surf in tutto il paese.
Ottimo anche il cibo, soprattutto se siete amanti del pesce crudo.
E per finire, una vera chicca: Fai’a’ai Beach. Questa piccola baia è nascosta tra palme e scogliere.
Per raggiungerla dalla strada principale bisogna scendere una scalinata che porta direttamente alla sabbia chiara e alle acque tranquille. La spiaggia è intima, deserta, un vero gioiello, conosciuto da pochi.
Ultima cena, con vista, prima di lasciare Samoa, e festeggiare il mio paese n. 194/195, con uno splendido trittico di crudo: sashimi di tonno, tonno marinato nel cocco e tonno al sesamo
Samoa non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere con tutti i sensi. Tra Upolu e Savai’i, le spiagge, i villaggi e l’oceano insegnano a rallentare, a respirare e a sentire il tempo come un ritmo naturale.
Qui, la bellezza non urla: si mostra nel sorriso delle persone, nel vento tra le palme e nel respiro costante delle onde. Un viaggio a Samoa resta nell’anima, molto oltre le fotografie, come un ricordo che continua a vivere anche dopo essere tornati a casa.
Ora parto per le Samoa Americane, un viaggio molto strano: in soli trenta minuti di volo, il tempo sembra piegarsi a mio favore. Questo perchĂ© attraverserò la Linea Internazionale del Cambio di Data (IDL), un confine immaginario che segna il passaggio da un giorno al successivo.Â
Parto in un pomeriggio e arrivo…il giorno prima. Guadagnerò un’intera giornata, un regalo insolito che mi permetterà di vivere due volte lo stesso sole, di assaporare più a lungo il respiro delle isole e di camminare in un presente che sfida le lancette dell’orologio. Tra onde antiche, villaggi immutati e cieli infiniti, impari che il tempo non è solo misurato in ore,  ma anche in emozioni e attimi sospesi.















































































































7 risposte
Magnifico…e complimenti per avere raggiunto il tuo obiettivo…( _ 1) e per i tuoi appassionanti resoconti…
Grazie, cara Antonietta. In questo periodo della mia vita, viaggiare mi dà una gioia infinita, quindi ho deciso di viverlo intensamente, finché sarà possibile. Un abbraccio
What a wonderful account of paradise in the Pacific, beautiful photos of the architecture, fabrics, souvenirs, vegetation, beaches, accommodation, food and people! Congratulations Lauretta on reaching that ultimate milestone ❤️
Yes, I loved all these islands: they are all different. And now I am ready and excited for my new adventure: back to India after almost 38 years! 🥰
IDL, Il confine immaginario, una perla da grande letteratura, in un cesello di azzurri che non si immagina possano esistere.
Complimenti, dai che ci sei…
Brava L
Ciao ..sto iniziando a seguirti cosi da poter visitare con te i posti che chissĂ ….forse un giorno complimenti x i resoconti e le foto
Grazie Gianluca del commento.ti auguro di realizzare i tuoi sogni di viaggio: il mondo è pieno di belle sorprese