Australia Meridionale e Occidentale 🇦🇺

 

“it’s not the destination, it’s the journey” e’ una citazione notoriamente attribuita al filosofo americano Ralph Waldo Emerson. Questa frase mi accompagnerà per oltre un mese, perché in Australia (in particolare quella Occidentale), il percorso per raggiungere una destinazione può emozionare di più della destinazione stessa. 

La mia avventura nell’Australia Meridionale ed Occidentale, parte da Adelaide, dove recupero il camper n.1 che mi seguirà nella prima parte del mio viaggio, fino a Perth: percorrerò circa 5000 km.

Adelaide,  in una domenica di inizio autunno, è piuttosto calma. Dopo una piacevole passeggiata nella via principale, e nei parchi vicini, sono felice di partire verso la Nullarbor Plain.

 


Le strade dell’Australia meridionale sono lunghi rettilinei dall’apparente noiosa normalità. Ma vi farò vedere ben presto che, in realtà ,  il paesaggio si trasforma velocemente, e diventa un quadro dalle mille sfumature.

Benvenuti nel più grande deserto di roccia calcarea del mondo, 200.000 chilometri quadrati di deserto semi-arido, un tratto di mondo che mischia l’avventura alla meditazione all’oblio.
il deserto è il perfetto connubio tra arte e natura

 

 

La pianura di Nullarbor è bellissima nella sua unicità ed il viaggio da Adelaide a Perth e’ un rito di passaggio per i veri viaggiatori, coloro che sognano una sorta di Easy Rider nella bellezza selvaggia dell’outback australiano,

 

 

Strade infinite, con il rettilineo più lungo del mondo, 146 chilometri senza una curva.

 

 

Sembrerebbe un luogo inanimato, ma non lo è. Anzi, è sconsigliato viaggiare di notte, poiché la ricca fauna, abbagliata dalla luce dei fari, può essere investita. Ed è questa una delle cose tristi del Nullarbor: corpi di canguri e opossum e wombat giacciono morti sull’asfalto.

 

 

La strada è principalmente frequentata dai lunghi camion (fino a 54 metri di lunghezza e 2,5 metri di larghezza), veri mostri, molto fotogenici. Soprattutto quando cala la sera e molti si fermano nei mitici roadhouse lungo la strada. E’ importante fare una sosta in tutti i punti di ristoro, anche solo per fare il pieno di benzina. Il roadhouse è pub, stazione di servizio, bar, ristorante, mini market, negozio di souvenir,  hotel e campeggio, luogo di aggregazione, comunque autentico simbolo ed esempio di storia del paese.

 


 

Nullarbor Roadhouse sembra uscito da un film.

 

La notte qui è magica. Quando  scende la sera, ed il pub si svuota, nel silenzio del deserto, si sente il verso solitario del dingo.

All’alba, con la diffusa nebbia mattutina, il film prende forma e la fantasia vola,  abbracciando quel senso di libertà che appaga l’anima.

 

 


Ed eccoli, a pochi metri dal cartello che avverte la loro pericolosa presenza. Malgrado sembrino piuttosto paciosi, e’ meglio non sfidare la sorte…. Dopotutto io sono un’intrusa nel loro territorio.

 

Si riprende la lunga strada,  guidando in un momento di contemplazione e meraviglia: ma quanto siamo piccoli nell’infinità dell’universo!

 

Nullarbor non è un luogo da attraversare, ma una vera esperienza, che ti porta in una dimensione che sembra irreale,  un mondo da fiaba dove la natura è straordinariamente perfetta nella sua imperfezione. E quando la strada devia, oltre l’asfalto, l’immaginazione costruisce mondi diversi, antichi e colorati,  che appaiono all’improvviso e che sembrano usciti dalla tavolozza di un pittore. 

 

Tra i fatti strani del Nullarbor, oltre a poter giocare, a Nullarbor Links, il campo da golf più lungo del mondo (18 buche Par 72), c’è che si attraversano ben tre fusi orari. Ad Adelaide c’è l’Australian Central Standard time (30 minuti da Sydney). Per 340 km nel Nullarbor ci sono 45 minuti in meno di Adelaide. E dopo il Nullarbor, si entra nell’Australian Western Standard Time.

Un’altra curiosità e’ che alcune deviazioni portano in luoghi meravigliosi, come Bunda Cliffs, un punto panoramico dove ammirare le splendide scogliere che si inchinano sul mare,  90 metri di altezzosa bellezza. Da maggio ad ottobre e’ anche possibile avvistare le balene, che scelgono questo luogo per partorire.

Un altra peculiarità  è che c’è un confine da passare: pochi chilometri prima di Eucla, c’è un vero checkpoint. E’ tassativamente proibito entrare nell’Australia Occidentale, dall’Australia Meridionale, con ogni sorta di verdura, frutta, semi, carne, in generale  tutti  i prodotti freschi. I controlli sono piuttosto severi. Questo per prevenire l’introduzione di pesti e malattie che potrebbero danneggiare l’agricoltura e l’ambiente.

 

 

Vicino ad Eucla, c’è un pezzo di deserto sabbioso. Le dune sono bellissime con le loro striature create da un magico vento. 

 

 


Qui sorgono anche le rovine di una stazione telegrafica di fine 1800 primi 1900.

 

Ogni roadhouse ha la sua storia ed il suo fascino, tra pub e biliardi.

A Fraser Range, per esempio, c’è persino un museo che racconta la storia del luogo, con l’arrivo in zona di afgani con i cammelli.

 

 

E poi un laghetto, che appare dopo alcuni chilometri di  strada rossa polverosa.

 

la strada riprende lunga e deserta

 

Gibson è un’altro punto di ristoro, con il classico pub

 

 

Norseman è la porta meridionale dell’Australia Occidentale e segna la fine della mitica Eyre Highway. Una cittadina dai ritmi lenti, con pochi edifici ed un’atmosfera retrò. Una delle tante terre di Aborigeni, che, purtroppo, si vedono spesso girovagare per il paese senza meta, come se stessero cercando un’identità: la cosa più triste che ho visto nel mio viaggio. L’unico sorridente e disponibile è stato questo padre con il figlio. 

 

 

Ben presto il paesaggio cambia e la costa diventa uno scrigno pronto a mostrare i suoi gioielli.

Esperance è meravigliosa. La vibrante cittadina è circondata da alcune delle più belle spiagge dell’Australia e del mondo. Al primo posto si classifica Lucky Bay, una mezzaluna di sabbia bianca che si fa baciare da acque turchesi, a circa 60 km dalla cittadina.  Eletta tra le più belle spiagge del mondo, ha una particolarità: ogni  tanto i canguri arrivano, saltellanti, sulla rena bianca e non si spaventano davanti alle fortunate persone che incrociano il loro cammino.



 

 

Ho avuto in omaggio una foto da un’amico: io, purtroppo,  non ho avuto l’onore di tale incontro.

 

 

La mia spiaggia preferita è poco distante da Lucky Beach. Dietro le rocce di un piccolo promontorio, si nasconde una spiaggia con la sabbia color borotalco, che da lontano sembra neve. Thistle Cove fa parte del Cape Le Grand National Park, un panorama impareggiabile.

 

Ma anche in periferia di Esperance ci sono spiagge incantevoli, come West Beach, Lovers Cove Beach, Blue Haven, Salmon Beach, Twilight Beach

 

 

Dopo essermi inebriata con l’intenso profumo della salsedine, riprendo la via verso nord.

Sulla strada per Albany si incontrano molte fattorie,

 

 

Ed ancora spiagge solitarie come Emu point

 

 

Albany ha edifici coloniali, lungo le due vie centrali

 

 

Il Torndirrup National Park mostra uno splendido paesaggio con scogliere che incorniciano il lungomare. Questo è il Gap and Natural Bridge, un bellissimo ponte naturale

 


 

E questo è il famoso faro

 

 

Vicino al museo, ed una vecchia baleniera, sorge un’altra spiaggia da sogno, con l’acqua cristallina

 

 

La lunga strada prosegue, attraversando altri villaggi.

Come Denmark, che sorge sulle sponde di un grazioso fiume.

 

 

Bella la passeggiata sotto i suoi portici, tra ristoranti e negozi tipici.

 


Poco più avanti, sorge il bellissimo William Bay National Park, con le sue calette e
le green pools, rocce che circondano un’acqua color smeraldo.

 


Proseguendo lungo la strada , si arriva alla cittadina di Manjimup: il pub si anima nel tardo pomeriggio, ma alle 20h non c’è più nessuno in giro e  sembra di essere in una città fantasma.


Ancora una volta la strada cambia improvvisamente ed appare una foresta incantata. L’asfalto diventa una bella serpentina in mezzo ad altezzosi alberi che sfilano sul tappeto grigio. Attraversiamo il Parco nazionale Leeuwin-Naturaliste

 

 

 

 

Margaret River e’ una chicca. Conosciuta più per i suoi vigneti e le numerose cantine che la circondano, e’ in realtà una frizzante cittadina, con bei negozi, ristoranti e pub, ed i dintorni  che si colorano:  dal verde dei vigneti, che si sfuma con i gialli ed i rossi in questo inizio autunno, al bianco della sabbia delle spiagge, fino all’azzurro intenso del mare.

In pochi chilometri si concentra il luogo ideale per le vacanze.

Alcuni chilometri fuori dalla cittadina, la costa mostra spiagge incontaminate: tra queste Surfers beach e Gnarabup beach. In quest’ultima sorge il White Elephant Cafe’ un bar/ristorante ottimo, molto frequentato da locali e turisti. Un luogo perfetto per una ricca colazione con prodotti freschissimi. La spiaggia qui è perfetta anche nelle giornate più ventose, una bella baia, dove, un giorno, abbiamo avuto la bellissima sorpresa di vedere le mante vicinissime alla riva.

Ma Margaret River è famosa soprattutto per i suoi vigneti che producono i migliori vini Australiani.

Ho scelto Voyager Estate, un’azienda che ricorda le Estancias Argentine, il perfetto mix tra semplicità e raffinatezza in una cornice meravigliosa. Il Wine tasting e’ un rito, ma, purtroppo, devo guidare e quindi mi accontenterò di un buon Chardonnay, un profumato calice di prosecco rose’, ed uno splendido piatto di formaggi.

 




 

 

Per andare a Perth, ho preferito prendere la strada costiera, ed approfittare della splendida temperatura autunnale (in realtà sembra la nostra estate), per fare ancora qualche sosta sulle spiagge, sempre infinite, sempre poco frequentate, un vero paradiso.

A Busselton si trova il più lungo pontile del mondo. Un trenino fa la spola, per coloro che non vogliono percorrere i circa 4 km (andata e ritorno). Alla fine c’è un bell’acquario, ma oggi è giorno festivo in Western Australia ed un lungo ponte di 4 giorni, pertanto è tutto prenotato.

 

Prima di arrivare a Perth, c’è una delle cittadine che più ho amato in Australia.

Fremantle e’ situata a mezz’ora da Perth ed è, per me, una delle tappe imperdibili di questa tratta.

Antichi edifici costeggiano il vivace centro.

 

 

 


Qui si trova, tra altro, la vecchia prigione: costruita tra il 1851 ed il 1859 con la manodopera dei condannati, fu usata per molti anni per i detenuti che arrivavano dalla Gran Bretagna.  Nel 1988 una grave rivolta causò l’incendio di questo carcere di massima sicurezza, che  fu chiuso definitivamente nel 1991, per poi essere trasformato in attrazione turistica. Oggi, vari tour  sono a disposizione dei turisti.

 

Il bellissimo mercato coperto e’ aperto il venerdì, sabato e domenica, tutto il giorno,fino alle 18h. Centinaia di stand, dalla zona dedicata alla frutta e verdura, a quella gastronomica, dove si possono gustare delizie di vari paesi (Brasile, Portogallo, Vietnam, Turchia e molti altri).

 

Molti anche i negozi di abbigliamento e oggettistica australiana, come questo venditore di boomerang

 

L’atmosfera che si respira a Fremantle ha il sapore dei tempi passati, che abbracciano la modernità , nei suoi caffè e ristoranti.

 

 

 

 

 


Una bella passeggiata di un paio di chilometri dal centro, arriva vicino al porto, dove si trovano altri ristoranti con vista, ed una spiaggia.

 

Perth è la modernità che esplode accanto ad edifici storici, creando una piacevole città dove sembra buon vivere, anche grazie ai tanti spazi verdi che la circondano.

 

La Bell Tower è un’icona architettonica, con la sua moderna e accattivante forma a spirale

 

 

Nel centro appaiono stradine uniche, come  London Court, una galleria commerciale all’aperto: la ricostruzione di una vecchia strada molto British, Tudor style.

 

Perth è il luogo ideale da visitare a piedi. Indossate delle scarpe comode ed attraversate parchi, vie cittadine, fino a Elizabeth Quay, la bellissima sosta che mostra un panorama mozzafiato dello Skyline.

 

 

La passeggiata continua, fino a Kings Park, il parco da dove si ha una vista dall’alto della città

 

L’Australia è il paese On the Road per eccellenza. 

Lasciata Perth, l’ultima grande “oasi” dell’Australia Occidentale, recuperiamo un altro camper. Questa volta sarà un “relocation”. Si tratta di una formula decisamente economica di viaggiare super comodi. Le distanze in Australia sono immense. Spesso le agenzie di noleggio camper si trovano a dover spostare un van da una città all’altra. Ecco che propongono una “relocation formula”. Il potenziale guidatore paga 1AUD$/ giorno di noleggio (più circa 20AUD$ se vuole l’assicurazione) e, naturalmente, la benzina, ed ha tot giorni per portare il camper nell’altro punto. Sono compresi tot km . Nel mio caso ho portato il camper da Perth a Broome.
In 7 giorni ho percorso oltre 3000km, con un nuovissimo  splendido MB Sprinter 319, una comoda casetta viaggiante.

 

In tutto il tratto di strada non si incrociano automobili normali, solo camper di ogni genere (principalmente 4×4) o i lunghissimi road truck, immensi, come questo, 54 metri

 

La strada da Perth a Broome passa tra i territori aborigeni. Queste sono le loro bandiere


Ho amato questa strada: ancora una volta, anzi, ancora di più , l’immensità del cielo e della terra circondano una lunga infinita striscia di asfalto.

 

 

Ma, si sa, la natura è un prestigiatore straordinario, che con un tocco di magia, trasforma tutto. I cespugli spugnosi lasciano il posto ad un’arida terra che s’infiamma di rosso, e di giallo.

“The Pinnacles” sono una delle meraviglie naturali del Parco Nazionale Nambung, a circa due ore di auto da Perth. Migliaia di formazioni di pietra calcarea emergono dal terreno sabbioso come funghi: il paesaggio è spettacolare con la luce dorata che crea fotogenici giochi d’ombra.


 

 

 

 

La strada torna silenziosa: la guida e’ attenta, senza distrazioni, perché cartelli segnalano la presenza di fauna.

 

Le soste nei piccoli paesini sono obbligate per rifare il pieno di benzina ed acquistare cibo. Una cosa che mi ha molto sorpreso e’ che ovunque si trovano negozi di alcolici. Anche nei piccoli centri, dove i supermercati sono pochi ed hanno principalmente cibo in scatola, vicino, si trova un ben fornito “liquor bottlemart” . L’alcolismo e’ una piaga dell’Australia, molto diffusa soprattutto nel cosiddetto outback, entroterra e coste remote. Il peggio è tra gli aborigeni, che consumano anche micidiali alcool fai da te.

 

 

La strada diventa improvvisamente ventosa e la guida del camper richiede maggiore attenzione.

Guardate questo albero, completamente piegato.

 

 

Una deviazione dalla strada principale porta in uno dei luoghi che sognavo di vedere da piccola. Un documentario mostrava una splendida spiaggia, dove le poche persone fortunate che avevano deciso di percorrere la lunghissima strada fino alla sperduta Monkey Mia, camminavano in acque poco profonde, accarezzando dolcissimi delfini ridanciani che arrivavano quasi a riva.

Oggi Monkey Mia park è quasi uno zoo. I delfini selvatici in realtà arrivano tutte le mattine, a riva, solo perché vengono nutriti dal personale del Parco. I turisti sono molti, e non possono più avvicinarsi ai delfini, ma solo guardare da riva. Una grande delusione, anche se le creature sono comunque bellissime: speravo in qualcosa di meno costruito e turistico.

Altri  incontri, i pellicani e gli emu’

 


Shark Bay e’ patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1991 per la sua biodiversità e caratteristiche naturali particolari. Francois Peron National Park fa parte di Shark Bay. Ci sono dei tour organizzati con 4×4 che attraversano il parco desertico, fermandosi in alcuni scorci decisamente interessanti.

 

Ma non è tutto oro ciò che luccica. In questa parte dell’Australia c’è un problema. Nei mesi caldi le mosche sono fastidiosissime e ti assalgono non appena esci dall’auto. Il fenomeno è talmente sviluppato che la maggior parte della gente locale gira con un ramo per scacciarle o indossa una zanzariera, cosa che farò io, perché, vi garantisco e’ impossibile sopportare l’invasione.

 

 

 

 

La strada riprende, con i panorami che cambiano costantemente.

 

Cossack e’ un villaggio che conserva case antiche (1863). Una vera “old town”, in passato e’ stata un porto  molto importante durante l’epoca della corsa all’oro.

In una silente domenica di agosto sembra una città fantasma, non c’è anima viva.

La strada torna ventosa, con gli alberi dalla corteccia bianca che si piegano verso il rosso del deserto.

 

La deviazione di 11 chilometri su uno sterrato rossissimo mi fa rallentare la guida (secondo il contratto firmato, non posso percorrere più di 12 chilometri andata e altrettanti al ritorno su strada sterrata, poiché il mio camper non è 4×4).

 

Ma sarò pienamente ripagata. Decine e decine di canguri saltellano allegri, quasi noncuranti dei (non molti) turisti che vanno al campeggio di Eighty Mile Beach: uno spettacolo! Il luogo è molto remoto e per questo decisamente affascinante.

 

 

La lunghissima spiaggia è bellissima ed in realtà è molto più lunga di 80 miglia con la sua sabbia bianca e fine. La lunghezza totale è di ben 140 miglia (circa 220 km), che ne fanno una delle spiagge più lunghe e remote del mondo.

Una particolarità, che mi sembra strana,  è che anche le auto (4×4) sono ammesse sulla spiaggia. Ma la cosa più strana è che in realtà non si può fare il bagno, perché pericoloso. Oltre alle correnti, la presenza di coccodrilli e meduse, allerta. I turisti che arrivano qui possono andare a pesca o fare escursioni in barca per osservare la vivace fauna marina, dalle tartarughe ai delfini agli uccelli migratori.

Ancora bei panorami

 

qualche roadhouse lungo la strada

 


prima di arrivare nella mitica Broome, uno strano mix di antico e moderno. Il centro di Broome pullula di moderni negozi di perle, che si mischiano a tipici pub datati 

 

 

 

 

 

Ma la vera “perla” di Broome si trova a pochi chilometri dal centro. Cable Beach e’ il ritrovo del tardo pomeriggio di tutti, per ammirare il magico tramonto infuocato.

 

 

 

I turisti amano fare un giro in cammello lungo la bella spiaggia,

 

 

 

 

prendere un aperitivo (o cenare) nel famoso Sunset Bar&Grill oppure

 

 

organizzare un bel picnic con le amiche.

Ancora scorci di cable beach nelle varie ore del giorno

 

 

Lasciato il mitico camper, per andare a Darwin, ho deciso di provare un’altra esperienza molto locale, il famoso Greyhound, l’autobus che attraversa il paese.

La partenza è alle  ore 6 e l’arrivo alle 8 del mattino seguente. Frequentato più da gente locale che da turisti e’ interessante perché, con le sue soste, si ha una visione della vita in queste zone molto remote del paese. Nei circa 1900 chilometri percorsi ci saranno 5 soste, dai 30 ai 50 minuti.

 

 

Le cittadine dove si ferma l’autobus sono piccole e poco abitate. Siamo in territori aborigeni ed è triste vedere molti abitanti girovagare spesso scalzi e come se fossero (anzi sono) barboni, spesso ubriachi. Anche qui, pochi negozi con junk food, vero cibo spazzatura.

 

 

 

 

I negozi sono gestiti da cinesi ed in una sosta notturna, il proprietario ha aperto la porta ai “bianchi”, ma subito richiusa quando una donna aborigena con un bambino ha cercato di entrare.

 

Questa parte dell’Australia sembra davvero un ghetto: guardate questo bidone della spazzatura, chiuso con il lucchetto.

 

Darwin è la grande città, naturalmente per i canoni australiani, dove si ritrova un po’ di traffico, ed una normale vita classica metropolitana. Il giovedì ed il sabato a Mindil Beach, dalle 16h, apre un mercato all’aperto. Molti gli stand culinari, dove trovare specialità di tutto il mondo, ed eventualmente acquistare i souvenir locali, come il biltong, la carne essiccata, o cinture e portafogli in coccodrillo.

Carne di coccodrillo

Cucine di vari paesi

 

E ancora i bei cappelli in pelle ed i manufatti aborigeni.

 

 


E’ ora di lasciare l’Australia occidentale per una nuova avventura.

Cosa mi resta nel cuore, della lunga traversata in terra Australiana, di circa 10.000 chilometri, di questi, 5000 con un  minivan, 3000 con un mega camper e 2000 con il famoso Greyhound?

I colori, come se fosse esplosa la tavolozza di un pittore. Tutte le sfumature della terra, dall’ocra, al rosa, al rosso, fino al marrone intenso.

Tutte le sfumature del verde, dal timido verde pisello fino al profondo verde oliva .

Ed infine tutte le sfumature del blu: nell’Australia  Occidentale il mare ed il  cielo fanno a gara a chi è più azzurro.

I ❤️ Australia. See you soon! Arrivederci

2 risposte

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