Le capitali baltiche: Tallinn, Riga e Vilnius

TALLINN (Estonia)

Camminare per la città vecchia di Tallinn è fare un salto nel passato aristocratico. Tutto è rimasto inalterato nel tempo. La città fortificata è impreziosita da chiese e torri e palazzi. Salire a piedi la collina di Toompea, con le strade ciottolate, sfiorare le facciate delle case, sentire i profumi dei tanti ristoranti datati …..un tuffo nel passato, soprattutto se fatto nelle prime ore del mattino o dopo le 17, quando i crocieristi mordi e fuggi ritornano sulle case galleggianti per riprendere il loro viaggio. Per salire la collina i due percorsi migliori sono la Pikk Jalg (Gamba lunga), che costeggia le mura, un percorso adatto anche ai meno allenati e la Luhike Jalg (Gamba corta), che è più corto ma anche molto più ripido e tortuoso. La vista dall’alto è spettacolare, alcuni punti panoramici si riempiono soprattutto al tramonto, di fotografi più o meno abili che cercano di immortalare il mar baltico e le sue coste cogliendo i colori dei tetti, del mare e del cielo, in un classico dipinto di un romantico paesaggista.



Un’altra chicca è la splendida cattedrale ortodossa di Aleksander Nevskij di fine 1800.

Una passeggiata tra negozi di monili in ambra e tessuti naturali, ristoranti retro e moderni, e purtroppo anche locali di brutti souvenir made in China di dubbia fattura, Tallinn, Patrimonio dell’Unesco dal 1997, è una città medioevale perfetta, forse un po’ troppo: la sapiente opera di restauro ha reso le sue bellezze artistiche senza difetti, tali da sembrare quasi nuove.

 

Le mura della città sono grandi mani che danno quel senso di protezione e calore che fa dimenticare le lunghe e gelide giornate invernali.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tornare alla realtà occorre scendere da cotanta storia ed attraversare i binari della ferrovia, ed entrare in un quartiere nuovo, in rifacimento, un’area di ex brutte fabbriche e capannoni. Tra edifici in mattoni che si avviano ad un’altra vita con nuove strutture architettoniche, Telliskivi è una zona da scoprire dall’atmosfera totalmente bohemienne: il sabato è animato dal mattino da amanti del vintage che cercano l’affare tra i banchetti improvvisati di un mercato delle pulci.
Una sosta obbligata da F-Hoone, un interessante bar-ristorante in un capannone ristrutturato, bella la terrazza per una prima colazione o l’interno in una pulsante atmosfera con camerieri giovani ma molto attenti ed un cibo particolarmente curato per il posto: ottima cucina locale, dai “ravioli” in salsa di funghi alle zuppe, alle aringhe ed allettanti dolci  casalinghi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tallinn ha lo sguardo sulla Finlandia ed ecco che sono sorti in zona i negozi di design scandinavo, per non parlare dei tanti atelier di stilisti fai da te, in locali minimal-chic ricavati dalle fabbriche abbandonate, con trionfi di legno e acciaio e degli splendidi enormi murales che circondano lo spazio creativo.


Il mercato giornaliero a ridosso della stazione, è un tripudio di profumi e colori, con un trionfo di frutti dalle 50 sfumature di rosso che ti stordiscono in un’ambiente accogliente dov’è possibile fare una deliziosa pausa pranzo con prodotti locali. Il cibo estone è semplice ma sublime. Il lei, pane preparato con farina di segale fa parte della tradizione più antica. Ha un sapore forte che lega divinamente con ogni ricetta, sia essa tradizionale o moderna. Una forte influenza dei paesi vicini da’ personalità alla cucina locale. La Russia, la Polonia si uniscono alla tradizione contadina. La cucina estone ha tre capisaldi: il pane di segale, il maiale arrosto o stufato, e le aringhe affumicate o marinate, in un insalata di barbabietole, il rossolye. Molti i ristoranti che propongono cucina locale: tra i miei preferiti segnalo Rataskaevu 16, nella città vecchia, Kalambuur, immerso nel parco di fronte alle vecchie mura della città, per riempire i polmoni gustando ottimo pesce

 

 

RIGA  (Lettonia)

 

Da Tallinn per raggiungere Riga ci sono ottimi autobus che in meno di 4 ore e trenta fanno la spola da una città all’altra. Con  Eco Lines o LuxExpress, comodamente seduti con aria condizionata, wifi gratuito e schermo come in aereo con giochi e passatempi, si corre attraverso le dolci campagne estoni e lettoni, prima di entrare nell’area metropolitana di Riga, dove scorci dell’era sovietica con enormi viali alati da grandi edifici decadenti scorrono fino a sparire man mano che si avvivicina il centro. Meno ordinato e genuino di Tallinn, il centro storico vive appoggiato alla sponda della Daugava, tra splendidi esempi di architetture varie, dal quartiere Art Nouveau, alla straordinaria piazza del Duomo (forse la più grande chiesa medievale dei Baltici), all’interessante palazzo comunale, alla Casa delle Teste nere, sede delle corporazioni del XIV secolo, parzialmente rimessa dopo il bombardamento tedesco e  la decapitazione russa nel 1948. In Lettonia quasi il 50% degli abitanti sono russi. La Vecchia Riga è patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1997 e mostra la sua bellezza tra l’intreccio di viuzze di ciottolato pericolosissime anche perché non si può non tenere lo sguardo all’insù: grandi palazzi in stile Liberty, case colorate con quel tocco nordico fiabesco. Un viaggio nella storia: in un ex bunker è nato il Museo dell’occupazione, 51 anni dal 1940 al 1991 di sofferta occupazione prima nazista e poi da parte dell’Unione Sovietica. Salendo sulla Radio And TV Tower (15 piani in ascensore più 2 a piedi) si ha una splendida vista a 360 gradi, dal centro storico alla splendida nuova biblioteca nazionale,costruita oltre il fiume,  alcuni anni fa, dall’architetto lettone Gunnar Birkerts, e che si ispira ad una leggenda del folclore locale, che racconta che il fantastico castello di luce edificato sulla collina di vetro sprofondò in un antico lago ed è risorto solo quando i lettoni sono diventati nuovamente padroni della loro terra, nel 1991.



E poi all’improvviso appaiono loro , appena fuori dal cuore storico, sempre a ridosso del fiume, 5 ex hangar per dirigibili Zeppelin tedeschi dall’architettura accattivante, dismessi negli anni 1920 (uno ancora in fase di ristrutturazione).Ci ho passato una mattinata intera…..uno dei mercati più glamour ed elegante mai visti, dove l’occhio, l’olfatto, il tatto, il gusto e la vista festeggiano il trionfo dei 5 sensi. L’interno di questa stravaganza architettonica è uno scrigno di gioielli dal sapore unico: ogni hangar ha la sua peculiarità, si passa dai banchi della carne, tra polli arrosto odorosi e musi di maiale, a quelli del pesce, con le anguille e i belyashes (involtini fritti di pesce e cipolla) e i salmoni, che si inchinano davanti a Sua Maestà il Caviale, vestito a festa in tutte le sue declinazioni, con le aringhe che fungono da paggetti. Un paese dei balocchi con lo sguardo che si perde tra i derivati da pane (dal pane di segale ai dolci da the), e la verdura e la frutta dai colori accesi e profumi inebrianti…..è la stagione delle Miss Rosse: ciliegie, fragole, ribes, mirtilli sfilano sotto gli occhi vigili dei turisti che avviano le trattative in inglese, in lettone e in russo. Se si vuole pacare la sete un Kvass, bevanda fermentata a base di segala, viene servita alla spina.

 

 

In tema di cibo, se avete un piccolo budget ma non volete rinunciare ad un ambiente carino, colorato, curato, vi suggerisco la catena Lido, self-service sparsi per la città, aperti dalle 10 del mattina a tardo pomeriggio, dove si possono gustare i piatti locali a prezzi bassi ma di ottima qualità. Una sosta perfetta se si vuole riempire quel buco di metà giornata dopo aver passeggiato per la città.

Ma Riga riserva altre chicche: in una splendida giornata soleggiata di agosto, un treno ti porta in meno di mezz’ora a Jurmala, deliziosa stazione balneare con lunghissima spiaggia di sabbia fine.

Il centro pedonale è un susseguirsi di ristoranti e negozi dove scoprire le ultime tendenze o fare incetta di souvenir, mentre, appena oltre, splendide case di tutte le epoche con  giardini molto curati ti mostrano quella parte della ricca borghesia fortunata che si può permettere una vita bordo mare, tra profumo di salsedine e polmoni di verde.

 

 

VILNIUS (Lituania)

 

 

L’autobus della Lux Express che da Riga porta a Vilnius in 4 ore, corre lungo la campagna tra campi di  grano e prati verdi.

Vilnius è rinomata per l’architettura barocca. Le strade acciottolate, orrore per le amanti del tacco, separano edifici di stili diversi, palazzi colorati dai tetti a punta, chiese a gogo e piazzette deliziose dove caffè e ristoranti invitano il turista ad una sosta.
Una delle realtà più caratteristiche di Vilnius, è la Repubblica indipendente di Uzupis, un territorio indipendente all’interno della capitale lituana. Il quartiere ha un’aria bohemienne, con bar, ristoranti, gallerie d’arte. La straordinaria trasformazione di un’area degradata dove i bassi costi delle case hanno attirato artisti che l’hanno rivoltata facendone oggi un punto di ritrovo che attira anche turisti da tutto il mondo curiosi di vivere in un’ambiente in continua evoluzione. Nel 1997 il poeta locale Romas Lileikis decise di fondare questa Repubblica, con un Presidente, una moneta, una bandiera (che cambia a seconda della stagione) ed una Costituzione che è scritta all’ingresso di Uzupis su una parete fatta di tavole a specchio tradotte in tantissime lingue del mondo. I 41 articoli parlano di libertà e creatività tra i quali:
“Tutti hanno diritto di amare”“Tutti hanno diritto di fare errori” “Tutti hanno diritto di essere felici”….. Che dire : il sogno di tutti!
Una passeggiata tra pianoforti sparsi sulla riva del fiume e murales che ricordano La libertà.

Altra tappa di Vilnius é indubbiamente il mercato coperto, l’Halas Tungus Market, che mantiene ancora quell’atmosfera popolare di gente locale.
Il Museo del genocidio da parte del Kgb vale sicuramente la visita (4€ entrata): si trova nell’ex prigione KGB. E’ una finestra sul passato e racconta la storia della Lituania durante le occupazioni Naziste e Sovietiche.

 

 

Girovagando per la città un ragazzo ci racconta le peculiarità del luogo: per prima cosa ci tiene a precisare che il basket é la seconda religione di stato. Poi ci dice di stare attenti perché dall’ottobre 2016 é entrata in vigore una severa legge sul controllo del consumo e della vendita di bevande alcoliche, una delle più dure in Europa, con divieto di vendita dopo le 20 dal lunedì al sabato e dalle 15 per la domenica. Un serio giro di vite per combattere la piaga dell’alcolismo che portava la Lituania a piazzarsi tra i primi posti nel Mondo (con Moldavia e Bielorussia) con circa 16,2 litri a persona…… non mi sembrava molto, ma mi ha spiegato che si tratta di puro alcool  a persona, il che significa circa 170 bottiglie di vino, oppure 60 litri di vodka, oppure circa 1300 lattine di birra pro capite all’anno. Eh si, una bella differenza!
La lingua lituana é una delle più antiche al mondo. Simile al sancrito, ha molte parole uguali alla lingua indiana classica. E’ una lingua difficilissima, fortunatamente la maggior parte dei lituani parla russo o inglese.
Il paese guarda al futuro, tant’è che non esiste posto in Lituania che sia privo di connessione internet: importanti investimenti tecnologici hanno portato la banda larga in quasi tutto il paese
Persistono credenze che vengono ancora seguite dalla maggior parte della popolazione : tra queste c’è quella che la sera di Natale gli animali parlino e in ogni caso quella notte si lascia un piatto pieno di cibo perché si pensa che gli avi possano tornare a mangiare.
A pochi chilometri dal centro, secondo una leggenda , sette frati francescani furono decapitati in cima ad una collina. Per ricordare questo orrore furono costruite tre croci originariamente in legno agli inizi del XVII secolo. Un nuovo monumento ha sostituito le croci marce nel 1989. La Collina delle 3 croci domina la città, ed é diventato il bellavista di Vilnius. Una salita ripida ma circondata da un paesaggio boschivo dove si può piacevolmente sostare specie se si arriva da un’afosa giornata estiva in città.

 

Se volete provare la cucina tradizionale da non perdere il ristorante Stikliai Alude, la taverna, alternativa al più blasonato ristorante dell’Hotel Relais et Chateau 5 stars. Qui assaggerete la vera cucina lituana, che è tutto tranne che dietetica, in un ambiente campagnolo-super chic.  Da provare i Cepelinai, i famosi gnocchi di patate ripieni di carne e conditi con lardo, cipolla e panna. Ottimi con la birra gli stuzzichini di pane fritto e aglio. Infine, piatto simbolo della Lituania, la zuppa di barbabietola, verdure, uova, latticello e patate, dal tipico colore fucsia.

Un altro ristorante fantastico e’ Forto Dvaras: non fatevi sorprendere perché questo locale si trova in pieno centro, nella zona più turistica (ma ne esiste anche uno fuori città). La lunga coda per avere il tavolo (anche se ha molti coperti tra la taverna, il Dehors sulla strada pedonale ed il primo piano) vi dovrebbe far capire che questo ristorante fa ottima cucina locale. Servizio buono, cucina lituana autentica. Una full immersion nei sapori locali. Consiglio la zuppa di wild mushrooms servita dentro la forma del pane nero. E lo sformato di patate servito in ciotole di terracotta (kurgelis: un tortino di patate con una saporita pancetta a dadini e da mangiare con la panna acida, sempre presente sulla tavola lituana) .
Un altro ristorante con ottimo rapporto qualità/prezzo, con vista sulla piazza del municipio e relativo passeggio serale, é Amantininkai, cucina internazionale con alcuni piatti tipici
A circa 30 km da Vilnius, raggiungibile con in autobus in poco più di mezz’ora, ecco il Castello di Trakai: l’immagine di copertina di un libro di fiabe. Se optate per il tour di 4 ore (a 20€) avrete le cuffie nella vostra lingua e sarete accompagnati dalla storia molto interessante, non solo del castello, ma anche della Lituania in generale, dalla nascita ai giorni nostri.   Il castello sorge in mezzo al lago Galve e nel passato ha avuto un’importanza strategica. Nei suoi vari passaggi fu anche utilizzato come prigione. Caduto in disgrazia nel XVII secolo, dopo varie vicissitudini, nel 1951 é iniziata la ricostruzione in stile barocco che ha portato a quello che oggi é una delle mete turistiche più interessanti del paese.

Il lago é attraversato da barche a vela e pedalò.  Tutto il contesto é molto romantico, anche la pittoresca via centrale del paese caratterizzata da colorate case in legno: qui vive la più grande comunità ebraico-caraita (di origini turche) al mondo

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