Malaga

Malaga, porto di conquiste, terra di molti popoli che hanno lasciato le orme in questo angolo dal sapor salmastro. L’Andalusia moresca mi accoglie in un inizio novembre soleggiato, con un vento lieve e soave che ti invoglia a camminare in una città raccolta, con un centro storico delizioso. Le grandi navi da crociera sono arrivate ed è difficile trovare un angolo silente, ma nulla distoglie allo sguardo che passa dalla fortezza dell’Alcazaba alla Cattedrale, all’anfiteatro Romano, al centro storico, con splendidi esempi moreschi, ai palazzi decorati, ai musei con l’entrata dal patio mozzafiato. Non importa se siete con il naso all’insù, distratti da angoli suggestivi, il centro storico è prevalentemente pedonale. Il lungomare, dopo il faro, porta alle spiagge. Ma in un, seppur dolce, autunno, è proprio il centro storico che merita una attenzione particolare. Prima fate un salto alla fortezza dell’Alcazaba, per dar gioia ai vostri polmoni che si riempiranno tra eucalipti e pini marittimi e gelsomini. Inerpicatevi sulla collina, tra colonne e capitelli romani sino al palazzo moresco, oggi adibito a museo archeologico, tra sculture romane, greche, arabe, ispanico-mussulmane. Il centro storico è anche balconi in ferro battuto con fiori colorati e alte palme che sembrano bandiere svolazzanti in questa tiepida giornata autunnale. 

La Cattedrale de Nuestra Senora de la Incarnacion in stile gotico rinascimentale è uno splendido connubio di vari stili architettonici in simbiosi perfetta tra di loro. La facciata barocca è maestosa, l’interno con pianta a croce latina e tre navate, con volte armoniose, sebbene ultimate in epoche diverse, dal cinquecento al settecento. La peculiarità di questa cattedrale è che sorge su un’antica moschea. 

Il mercato coperto di Atarazanas appare in tutto il suo splendore: una struttura in metallo in stile liberty con banchi dai colori ed odori di una Spagna conosciuta in tutto il mondo per la sua cucina saporita. Un arcobaleno di colori: il rosso dei gamberi in tutte le sue sfumature trionfa tra pallidi baccalà e polpi arricciati. Decine di  variazioni di olive spargono l’olezzo nell’aria e si fondono tra inebrianti funghi ed i formaggi. L’angolo del re della cucina Spagnola, il Pata Negra, pardon Sua Maestà l’Hamon Iberico de Bellota. Devo mettere da parte il mio campanilismo quando penso al Crudo di Parma, al San Daniele, al Culatello di Zibello, perché questo è davvero il top, prodotto da suini di razza iberica con mantello nero (il nome Pata Negra deriva proprio dallo zoccolo nero), allevati allo stato brado nei boschi e nutriti prevalentemente con ghiande di quercia cadute dagli alberi. Queste ultime sono ricche di acido oleico, quindi, cari amici, vi posso confermare che quel grasso color corallo che si scioglie in bocca dando vita ad un’esperienza gustativa straordinaria, è colesterolo buono. Pan con tomate e hamon: un viaggio dei sensi!

Non si possono dimenticare i frutti, con nota speciale alla frutta secca e alle mandorle, in particolare, vendute anche per strada.

Non vi preoccupate, se volete smaltire tanta bontà, soprattutto per non sentirvi in colpa per il prossimo giro di Tapas (i meravigliosi assaggi  tipici spagnoli) , partite alla volta della Costa, sul lungomare dove, se è vero che il boom turistico degli anni settanta ha fatto costruire obbrobri, con un’espansione edilizia low cost/low price, è sempre piacevole una passeggiata al sapore di sale, sapore di mare. 

Se restate in città tuffatevi nei vari musei, dal Carmen Thyssen Museum, un grande esempio di pittura andalusa del secolo XIX, al museo del Sig. Pablo Diego Jose’ Francisco de Paulas Juan Nepomuceno Maria de Los Remedios Cipriano de la Santissima Trinidad Ruiz Picasso, in arte Pablo Picasso, inaugurato nel 2003 che contiene oltre 200 opere dell’artista che è nato in questa città.

Una sosta golosa, anche solo per gli occhi, è senza dubbio Bodegas El Pimpi, dove tra mosaici e ceramiche che colorano le pareti, i numerosi turisti si allineano in una silenziosa e rispettosa coda, sfilando tra le foto dei beniamini famosi, che, come loro, hanno scelto questo luogo per rifocillare le papille gustative, annaffiando il trionfo di tapas con un buon vino rosso, pardon “tinto”, anche se ho visto servire, qui in Andalusia, il tinto de Verano, con ghiaccio e aranciata. 

 

I Tapas bar sono un’istituzione e spuntano ad ogni angolo del centro. Malgrado l’alto numero di turisti alcuni sono davvero ottimi, con un’ampia scelta tra carne o pesce e vini e birre. Tra quelli consigliati ci sono:

 Las Merchanas, Los Caracoles, Casa Lola, La Peregrina e Los Gatos, l’unico che non fa la siesta e quindi se il languorino arriva prima delle 20:30, non dovete soffrire. Il locale è tipico, con camerieri svelti e trafelati che corrono da un tavolo all’altro con grande maestria. Los Gatos è un ottimo posto anche per il pesce: io ho provato un misto di pesce con tonno, polpo e gamberi, con ottima salsa agliata….. deliziosa!  

I locali amano una colazione particolare, detta Pitufos, letteralmente significa “puffi”: si tratta di piccoli panini che vengono serviti con pomodoro e olio d’oliva (a volte viene aggiunto il prosciutto crudo), una vera sferzata d’energia appena alzati, prima di iniziare il lavoro. Si trovano nella maggior parte dei bar e li vedrete gustare con il caffè (tra parentesi lo sapete che esistono ben 10 tipi di caffè, dal lungo, fino al super-ristretto?, tutti hanno nomi più o meno poetici), con il the e persino con la cioccolata!

Una data molto importante per la città di Malaga è la Settimana Santa, quando, dal giovedì alla domenica di Pasqua, ha luogo la processione che fa diventare la città un appuntamento internazionale. Enormi troni d’argento e oro con i simboli religiosi sfilano, con portatori che reggono il peso per ben 9 ore, nel centro di una città in festa. I balconi vengono affittati a prezzi esorbitanti ai pochi fortunati che possono permettersi l’onerosa richiesta dei proprietari. L’insieme dei riti  ha un carattere religioso, culturale e sociale e coinvolge tutte le confraternite che conducono, in un itinerario prestabilito, tutti i misteri legati alla passione e resurrezione di Cristo.

3 pensieri riguardo “Malaga

  • 4 Novembre 2018 in 20:33
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    Straordinario! Amica mia, ti conoscevo come persona stupenda e grande viaggiatrice, ora scopro anche una bravissima scrittrice di viaggi! Complimenti!

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  • 4 Novembre 2018 in 23:40
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    A great start to your adventure! Anche gastronomico !! Aspetto la prossima ‘puntata’ 😘

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  • 7 Novembre 2018 in 12:03
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    2 Fliegen mit einem Schlag….ich lerne italienisch und nehme an Deiner Superreise teil…buon viaggio e heaps of fun😎

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