Gibilterra, dove l’Europa abbraccia l’Africa

Appena passi il controllo passaporti una vecchia cabina telefonica rossa ti ricorda che sei nel Regno Unito. Gibilterra è un territorio d’oltremare del Regno Unito: il capo dello stato è la Regina del Regno Unito, rappresentata da un Governatore reggente.

Data la posizione strategica, una miriade di popoli ha cercato di conquistarla: fenici, greci,visigoti, arabi, berberi, spagnoli, portoghesi, anglo-olandesi; l’appartenenza alla corona inglese fu sancita nella prima parte del 1700 ed oggi i circa 33.000 abitanti si considerano inglesi. La proposta di spartire la sovranità del loro territorio tra Spagna ed Inghilterra fu rifiutata in un referendum del 1990 e lo schieramento contro la Brexit è stato schiacciante, anche perché con l’uscita dall’UE i tantissimi frontalieri spagnoli che lavorano avrebbero problemi ad accedere, con ripercussioni disastrose sull’economia. Fin dalla riduzione della guarnigione britannica, l’economia si è convertita alla finanza offshore e al turismo. Ci sono più società registrate che abitanti. Benvenuti nella Gran Bretagna del Sud, con i pubs, i fish and chips, le televisioni che trasmettono le partite del campionato britannico. Anche se la guida resta come in Spagna, si tratta comunque di un quartiere inglese con vista sul Mediterraneo. Main Street è una banale via con negozi, pub e bar e odore di pesce fritto, anche in una banale giornata di novembre. Ma prima di arrivarci occorre attraversare l’aeroporto, a piedi, in auto, o con un bus o con uno shuttle, che, con andate e ritorno regolari, porta i turisti in centro, ma soprattutto alla partenza del cable car. Quando atterra un aereo la strada viene chiusa, come un passaggio a livello. Se non volete cambiare sterline, con il rischio poi di trovarvi le tasche piene di monetine inutili, vi consiglio di acquistare i biglietti prima di entrare in Gibilterra, nel gabbiotto a sinistra, prima dell’ingresso che porta al controllo passaporti. Ci sono varie opzioni, quella più completa,che comprende andata e ritorno shuttle bus fino al cable car, salita e discesa cable car, e molti accessi ai posti turistici della Rocca (è solo escludo il tunnel della seconda guerra mondiale, che costa 8 sterline), per 32 euro. Salire sul cable car che in pochi minuti porta alla Rocca è sentire il profumo di sale nell’aria.

La nebbiolina mattutina è sparita ed il sole fa capolino lento lento. Consiglio di andarci al mattino presto, prima che la lunga coda di turisti vi faccia perdere ore preziose, soprattutto per incontrare i veri abitanti della parte superiore della Rocca, le uniche scimmie semi-selvagge d’Europa, i macachi della specie Macaca sylvanus, scimmie con una corta coda non prensile, originarie dei paesi magrebini. Sono dolci e tranquille, ma non avvicinatevi troppo, non aggreditele e soprattutto…..attenti al portafoglio. Eh si, questi deliziosi primati hanno l’occhio attento e curioso e sono attratte dalle borse piccole e dai sacchetti colorati….un salto, una zampata e via, di corsa, salterellando tra un albero e un’auto in sosta, tra sghignazzi a sorpresa e giochi e rituali di spidocchiamento.

 

Nella  Riserva Naturale vi sentite in capo al mondo: Mediterraneo, Atlantico, Europa, Africa, tutto è ai vostri piedi. La bella passeggiata vi farà scoprire i cannoni delle batterie di difesa costruite per la protezione contro gli eventuali attacchi di terra, specie quelle rivolte a nord.

Le grotte di St Michael, dove l’ambiente naturale è un po’ artefatto, con un gioco di luci ad intermittenza che passa dal rosso, al verde, al blu: impossibile bloccare lo scatto al colore  naturale. L’occhio riesce comunque a catturare le stalagmiti che ricordano una chiesa gotica capovolta.

Proseguendo verso sud, ecco un piccolo museo a cielo aperto che ricorda l’importanza delle crocerossine e la dura vita di chi era costretto a passare lunghe ore di sentinella.

Alcuni punti panoramici, tra i quali lo Sky walk, una spessa lastra di cristallo su una roccia sospesa…..dura prova per chi ha paura del vuoto.

Il castello moresco, purtroppo solo una torre di accesso.

 

Molti turisti preferiscono gli Hotel de la Linea de la Conception (frontiera spagnola), alcuni perché più economici, molti (me compresa) perché la cucina spagnola è più varia del fish and chips. La Linea è la cittadina di frontiera senz’anima, una via pedonale piena di ristoranti con deliziose tapas e piatti di pesce, ed in classico stile spagnolo, la siesta è sacra. All’apertura delle 20:00 mi trovo a La Serrana, per una ottima serata tapas, all’uscita una coda in attesa di un tavolo libero. Ultimo pan con tomate e Hamon e polpo a la gallega, prima della traversata che da Algeciras mi porterà a Ceuta, in Marocco, dove inizia la mia Avventura Africana.

Rimanete connessi. 

2 pensieri riguardo “Gibilterra, dove l’Europa abbraccia l’Africa

  • 10 Novembre 2018 in 07:08
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    Io sono stata a Gibilterra che avevo circa 6 mesi. Papà era in zona per lavoro. Mamma si divertiva a raccontare che le scimmie quando mi hanno vista in macchina sono rimaste molto incuriosite dal buffo cucciolo umano e sono arrivate tutte a sbirciare in macchina. Sono pure arrivate le femmine con i loro cuccioli, tutte a guardarmi. Buon proseguimento, Laura. Non vedo l’ora di seguire le tue avventure di viaggio in Africa. 😘

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    • 10 Novembre 2018 in 16:46
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      Che bella storia Alicia! Si, sono ancora curiosissime, ma anche furbette, con la mano veloce. Grazie, Alicia, a presto

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