Bahrain

 

Il Barhain è stato un Emirato fino al 2002 quando è diventato un regno come monarchia costituzionale. Ed eccolo, come un giovane da poco maggiorenne,  pieno di inventiva e sogni che guardano verso il futuro.

Il paese era in realtà già proiettato al futuro anni prima. Lo si vede entrando via terra dall’Arabia Saudita, quando si sale sul King Fahd Causeway, uno dei ponti più costosi al mondo : una strada a quattro corsie , lunga 25 km e larga circa 23 metri, inaugurata nel 1986 e costata oltre 800 milioni di dollari americani.

 

 

 

Già perché in realtà il Barhain è un’isola, o meglio un arcipelago formato da oltre 30 isole, la maggior parte disabitate: Barhain è la più importante. 765 chilometri quadrati ed una popolazione di circa 1,5 milioni di abitanti, di cui un sesto stranieri. Un piccolo paese molto ricco grazie  ai giacimenti petroliferi.

Manama è la capitale: una città che non dimentica il passato di importante snodo commerciale, e grande venditore di perle, ma che mira a proiettarsi verso un futuro moderno e all’avanguardia.


 

I grattacieli si stagliano verso il cielo, lungo la vivace corniche. Tra questi, un bell’esempio di modernità e sostenibilità è il grandioso World Trade Center, due vele di 50 piani, collegate da tre pale eoliche di 29 metri ognuna.


 

 

Le vele hanno un’altezza di 240 metri e rappresentano perfettamente l’impegno “ecologico” del paese. Ma questo edificio non è solo famoso per lo sfruttamento dell’energia del vento. All’interno, infatti, si trova uno dei centri Commerciali più lussuosi al mondo: le vetrine dei marchi più prestigiosi sfilano, intorno ad un’auto di lusso. “Shop and win”: l’Aston Martin sarà il premio di colui che avrà ricevuto il biglietto della lotteria vincente dopo lo shopping serale.

 

La popolazione locale ha origini beduine, ed il cammello è sempre stato una parte integrante della famiglia. Ecco perché una visita alla Royal Camel Farm, una fattoria che ospita circa 500 cammelli, è un vero tuffo nella cultura locale.

 

Avevo letto di una zona interessante, una laguna sull’isola Amwaj , dove è stato costruito un lungomare artificiale con negozi, ristoranti e spazi all’aperto in cui trascorrere serate. La parte residenziale e’ abbastanza curata, ma purtroppo la passeggiata sul lungomare è trascurata. Spero sia temporaneo: Probabilmente il COVID ha messo in ginocchio anche questa zona, che mostra molti cartelli con la scritta “vendesi”. 

 

 

A proposito di progetti urbani interessanti Marassi Al Bahrain è quel mix perfetto che attira i locali ma anche quel turismo che vuole una vacanza di relax.  Due chilometri di lungomare con ristoranti, residence e splendide spiagge bianche che guardano un mare cristallino dove tuffarsi. Il paese sta investendo  molto nel settore turistico, esattamente come i paesi vicini. Ampliamento di zone residenziali, attrazioni acquatiche e sportive, insomma, tutto quel che può convincere  una famiglia a programmare una vacanza in questo giovane paese.



Dopo una piacevole giornata sulle spiagge, è ora di tornare a Manama, al Souk, che si sveglia nel tardo pomeriggio, anche se una parte è aperta già dal mattino. Le viuzze del centro sono piene di negozietti che vendono di tutto. Un dedalo in cui perdersi, anche se la maggior parte è gestita da pakistani, indiani e bengalesi, che propongono abiti Made nel loro paese. Ma certamente non mancano bellissimi negozi di artigianato locale.

 


 

 


 

 

Per strada si incrociano i fantini che tornano dalla corsa settimanale: in Barhain la cultura del cavallo è antica ed oggi i premi delle gare del venerdì hanno raggiunto cifre stratosferiche che richiamano cavalieri dal mondo intero.

 

Il Forte Qal’at Al Bahrain è una fortezza e sito archeologico, chiamata anche Forte portoghese. Inserito nel 2005 tra i Patrimoni Unesco dell’Umanita’ si trova su una collina creata dall’uomo. Sinora è stato scavato solo il 25% del luogo, che ha riportato alla luce strutture di migliaia di anni. Proprio qui si  trovava la capitale dei Dilmun, una delle civiltà antiche più importanti della regione.

 

 

Per migliaia di anni il Barhain era conosciuto per la pesca delle perle. All’interno del Bahrein National Museum una statua ricorda quel tempo glorioso.

 

 

Per un’immersione nella cucina del Barhain vi consiglio il ristorante Naseef . La cucina locale è un perfetto mix di sapori arabi e orientali, dosati alla perfezione. Come in tutti i paesi arabi, l’agnello e’ altamente apprezzato, così come i vari kebab (pollo o anche vitello). Non mancano i curry, deliziosi se accompagnati da nan o pane croccante, rigorosamente fatto sul momento nel forno a legna in bella vista:  una delizia. Ma lasciate un po’ di spazio ai dolci: la vetrina di Naseef presenta tortini monoporzione di grande bontà, fatti rigorosamente a mano dal Maitre Patissier in cucina.


 

 

 

Per gli appassionati ricordo che il paese ha un famoso circuito di Formula 1, una struttura sportiva che appare all’improvviso in mezzo al deserto, e si può visitare con un tour.

 

lascio il Bahrein per raggiungere un altro piccolo stato, che è stato davvero una piacevole sorpresa. Vi aspetto in uno dei paesi più “friendly” mai incontrati, il Kuwait

 

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