Repubblica di Palau

Se volete vedere tutte le sfumature del blu, andate a circa cinquecento chilometri ad est delle Filippine, tra il mar delle Filippine ed il Pacifico, dove sorge la Repubblica di Palau, uno stato insulare tra i più giovani e meno popolosi del mondo. Palau ha ottenuto l’indipendenza dagli Stati Uniti solo nel 1994 ma ha mantenuto il dollaro Americano come moneta locale e la lingua ufficiale è l’inglese. Palau è un piccolo paese con  trecentoquarantatre tra isolotti ed atolli disabitati e circa venticinquemila abitanti.

Le Rocks Islands sono entrate a far parte dei Patrimoni dell’Umanita’ dell’Unesco nel 2012 e sono uno dei gioielli più fotografati al mondo.

Il modo migliore per vedere queste straordinarie isole calcaree a forma di fungo, grazie all’erosione dell’acqua, anche se poi sono ricoperte da una vegetazione lussureggiante fatta di felci, liane e alberi da fusto, è dall’alto, a bordo di un piccolo Cessna.

 

 

Una parte delle Rock  Islands è una riserva naturale ed inaccessibile, una tutela dell’ambiente.

Il piccolo aereo che porta tre passeggeri  (noi eravamo in due) ha solo una porta, l’altra è completamente aperta, per permettere una visuale perfetta e meravigliosa del luogo. Il volo con il Cessna durerà quaranta minuti e sorvolerà diversi punti della zona, tra questi: la Milky Way, il Jellyfish Lake, Long Island, German channel, Seventy Islands and Dolphins Pacific.

 

 

 

Ecco dall’alto;

Il Jellyfish Lake

 

 

Long Beach

 

Le seventy Islands

 


Il Dolphin center

 

Altre foto

 

 

 

In alcuni di questi luoghi, andrò anche con la barca.

La Milky Way sorge in mezzo ad isolotti verdissimi. Il colore dell’acqua è lattiginoso, e qui sarà possibile fare un “bel trattamento estetico” con il fango. Dopo aver ricoperto  il corpo con il fango,  si attendono circa quindici minuti, dopodiché ci si immerge nell’acqua per togliere l’impacco.

 

Un posto unico è sicuramente il Jellyfish Lake, raggiungibile a piedi dopo una scarpinata di circa 60 gradoni, seguita da una discesa. Il lago salmastro ospita un paio di specie di meduse non urticanti (Aurelia e Mastigia), che possono raggiungere il diametro di circa venti centimetri. Dopo anni di chiusura, perché l’aumento della temperatura dell’acqua ha portato ad una diminuzione della crescita delle alghe, una delle principali fonti di cibo per le meduse, è stato riaperto. In realtà siamo rimaste molto deluse perché il ripopolamento è in corso, ma con risultati lentissimi. L’accesso è piuttosto oneroso (il prezzo della gita della giornata è di circa 230$, che comprende anche l’ingresso al parco ed alcune altre soste, ma quella al lago dura solo mezz’ora) e, francamente, ci sono pochissime meduse. In realtà ne abbiamo viste solo 3. Mi hanno detto che il governo ha deciso di riaprire, malgrado sia ben conscio che vi siano poche meduse, solo perché , dopo gli anni di chiusura per Covid, i turisti stanno tornando e turista significa “money!”. Come spesso succede in quei paesi che vivono di turismo e di sussidi, la visione è a breve termine: non esiste il concetto di fidelizzazione. Poco importa se il turista non è soddisfatto, l’importante è che paghi subito. Anche per questo considero Palau uno di quei paesi dove non voglio tornare!

 

La gita prevede la sosta in alcune isolette, tra cui questa per la sosta pranzo

 

 

 

 

 

 


Palau è  una meta per gli amanti delle immersioni. La barriera corallina offre anche uno snorkelling decisamente interessante. Appena sotto la superficie dell’Oceano, la vita esplode. Grazie a Mickael per le foto subacquee che mi ha regalato: io ho avuto la fortuna di vedere dal vivo tanta meraviglia, ma, non avendo l’attrezzatura, non ho potuto immortalare la visione.

 

 

 

 

Purtroppo la barriera corallina è minacciata dal riscaldamento globale, ma anche dai rifiuti solidi e, peggio ancora, dai pescatori di frodo. Le forme di pesca estreme del passato, da parte di pescatori filippini e giapponesi, hanno aggredito brutalmente il delicato ecosistema dove vivono alcuni tra gli animali marini più grandi del mondo (dugonghi, squali, mante). Fino al 2000 la pesca in alcune zone avveniva con il cianuro di sodio, praticamente simile allo Zyklon B, quello usato ad Auschwitz dai nazisti per uccidere gli ebrei. Ecco che alcuni atolli (come quello di Helena Reef, il più vicino alle Filippine), sono stati praticamente distrutti: i pescatori di frodo hanno fatto morire tutta la fauna esistente.

Nella zona più turistica dell’isola, a Koror, non ci sono molte spiagge. L’unica pubblica è Long Island, una striscia di rena, dove si incontrano soprattutto famiglie con bambini. I tavoli sotto gli alberi permettono un bel picnic al riparo dal sole.

 

 

Le altre spiagge della zona appartengono ad Hotel: si può accedere con il day pass di 22$.

Il migliore hotel dell’Isola è il Pacific Resort, che si trova in una zona un po’ isolata, in mezzo ad un nell’oasi verde.

 

 

 La spiaggia bianca in realtà non è per me la più bella, perché la forte corrente (l’hotel si trova su una penisola decisamente ventosa) rende la balneazione un po’ difficile.

 

 

 

La spiaggia più bella è forse quella del Royal Resort, anche se in realtà la parte sicura, balneabile senza problemi, non è particolarmente grande. Ho trascorso qui alcuni giorni. Ottimo il cibo al ristorante. 

 

 


 

 

A proposito di luoghi carini, anche per vedere un bel tramonto,  il ristorante Elilai ha una splendida vista

 

 

Vi lascio con l’unico tramonto degno del nome, anzi decisamente infuocato. Nella settimana trascorsa il tempo non è stato bellissimo, ma la colpa è mia perché sono venuta a Palau ad agosto e non è la stagione migliore (il periodo ideale è tra dicembre ed aprile)

 

 

 

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