Nuova Zelanda del SUD 🇳🇿 Parte 2

Il luogo piĂą turistico della Nuova Zelanda si trova a Sud ovest.

Ma, prima di arrivare a Milford Sound, percorriamo una strada che  costeggia il lago: solo il vento da’ segnali di vita, in una cornice di bellezza selvaggia.

poi attraversiamo praterie immense, dove pecore e mucche vivono serenamente.

 

La prima sosta è un minuscolo centro abitato lungo la strada. Garston ha 130 abitanti ed un pugno di case. La gente di passaggio si ferma, perché è il primo villaggio dopo una strada molto panoramica che costeggia il lago Wakatipu. Sono lontani gli anni 1850-60, quando qui fioriva la corsa all’oro. In realtà il piccolo agglomerato è ancora molto interessante. Oltre ad un food truck che prepara un buon caffè, c’è un bel negozio di arredamento, souvenir e miele locale.

 


Ed un piccolo museo all’aperto con la vecchia linea ferroviaria. Il cartello indica « con orgoglio » che Garston è l’insediamento più interno della Nuova Zelanda. Da qui parte anche un circuito in bici e, nel fiume  Mataura, si può praticare la pesca alla trota.

 

Te Anau e’ uno dei luoghi più turistici della Nuova Zelanda. Una cittadina piena di hotel, campeggi, bed and breakfast, per rispondere alla grande richiesta dei viaggiatori. Da qui, partono i tour per il parco nazionale del Fiordland. I pullman che organizzano la gita, fanno un paio di soste panoramiche.

 

 

Milford Sound (Piopiotahi in Maori) è la sorpresa del parco nazionale del Fiordland. Rudyard Kiling la descrisse come l’Ottava Meraviglia del Mondo. Ed in effetti è una delle attrazioni naturali più spettacolari della Nuova Zelanda.
Per quindici chilometri, dal mar di Tasman verso l’entroterra, ripidissime pareti di roccia alte fino a 1200 metri offrono uno spettacolo unico: migliaia di cascate ricordano che qui piove 200 giorni all’anno.

 

Questo è il posto abitato più piovoso della Nuova Zelanda ed uno dei più piovosi al mondo.

 

Purtroppo oggi la giornata si incupisce, fino a scatenare una pioggia battente a tal punto che anche la crociera dei fiordi sarà costretta a non uscire dalla baia. Un’atmosfera da Cime tempestose si irradia intorno al battello: 🛥️.

Anche se avrei sognato una giornata di sole, non si può non amare questa natura ordinatamente ribelle.

 

Guardate che meraviglia, anche se lo scatto non rappresenta la realtĂ  con i suoi disegni armoniosamente perfetti, nella loro imperfezione.

 

Ma, poiché le previsioni annunciano sole quando ripasso in zona, decido di ripetere l’esperienza, in parte. Ed ecco il risultato:

 

 

 

Si riprende la strada verso sud, attraverso il paesaggio rurale di Southland, passando prima per Invercargill,

per poi arrivare  a Bluff, la città portuale che la  maggior parte dei neo Zelandesi crede, erroneamente, sia il punto più meridionale del paese.

Anche perché qui, a Stirling Point, finisce la State Highway 1 (che parte dall’estrema punta nord della Nuova Zelanda, Cape Reinga, a 2047km). Con grande orgoglio,  posso dire di aver toccato i due punti estremi della Nuova Zelanda, l’estremo Nord e l’estremo Sud.

 

 

Da qui si prosegue, attraversando scorci panoramici,  fino al vero punto più  meridionale dell’isola.

Il vento alita tutta la sua potenza…… guardate questi alberi, completamente piegati dalla forza della natura.

 

Slope Point si estende su una piccola penisola . Una breve passeggiata, molto ventosa , porta al cartello .

 

 

 

Continuiamo la visita dei Catlins, un’area remota e quasi disabitata della Nuova Zelanda, di grande interesse naturalistico.

La zona di Curio Bay è un luogo molto particolare: da una parte potete camminare su una foresta pietrificata di 160 milioni di anni e, dall’altra,  nuotare con i delfini vicino a riva.
Benvenuti in una foresta fossile, dove i resti di un’antica boscaglia sommersa del Giurassico, appaiono come un quadro.

 

Qui vivono anche i piccoli pinguini dagli occhi gialli. Purtroppo sono notturni e, poiché la sera è iniziato il diluvio, non ho potuto fare la passeggiata lungo il pendio, fino a riva, per vederli.

 

 

 

Dal lato opposto, una bellissima spiaggia, a perdita d’occhio, Porpoise Bay: qui,  i delfini giocano vicinissimi a riva, ed è un’esperienza incredibile nuotare a pochi metri da tanta bellezza.

 

anche qui, il clima cambia repentinamente, in poche ore

 

 

 

 

 

 

 

 

La strada prosegue, tra lussureggianti terreni agricoli e colline fotogeniche 

Purtroppo il clima diventa ingestibile: i rovesci si trasformano in spaventosi scrosci che fanno oscillare il nostro Mercedes Sprinter 4×4. Saremo costretti a rinunciare alla gita ai famosi Nuggets della Totara Scenic Reserve ed allontanarci dalla costa. Il clima si fara’ piĂą mite e meno scontroso solo quando arriveremo in prossimitĂ  di Saint Bathans a Central Otago .

Lungo la strada c’è un curioso Museo all’aperto, gestito da una coppia creativa, che merita una pausa, tra  memorabilia, invenzioni divertenti e bizzarre, ed un buon caffè.


 

Saint Bathans, alla fine del 1800, era una vivace cittadina con oltre 2000 minatori che arrivavano da ogni luogo. Oggi,  è un silente villaggio di poche anime. In ricordo dell’epoca “d’oro” restano alcune case ed il Vulcan Hotel, dove bere una birra e fare una partita a biliardo.

 


Ed uno splendido lago artificiale,  il blu Lake. Questa meraviglia della natura cambia colore nelle stagioni.  Questo è come l’ho visto io, a gennaio 

e questa foto è stata fatta da una mia amica alcune mesi prima.

 

Il lago nasce da  una collina, Kildare Hill, che è stata completamente sventrata per l’estrazione di minerali e ghiaia, e, solo in seguito, riempita d’acqua. Il colore innaturale blu (o verde) è dovuto alla grande presenza di minerali nella zona.
La passeggiata intorno al lago è stupenda

 

 

Sulla strada per Dunedin, si incontrano dei villaggi silenziosi, quasi villaggi  fantasma. Naseby ha avuto l’epoca “d’oro” negli anni intorno al 1830. La popolazione era cresciuta velocemente con l’arrivo di migliaia di cercatori, ed esistevano ben 14 hotel. Oggi, il paese conta meno di  150 persone. L’inverno è rigido.  Siamo nella regione Central Otago e, poco lontano (una cinquantina di chilometri), si trova Ophir, la cittadina che ricorda la temperatura piĂą fredda della Nuova Zelanda, – 21,6 C nel 1995.   Naseby ha conservato molti edifici “storici”.

un museo

 

Ed un ristorante / pub, che si anima verso sera, quando la gente del posto viene a bere una birra e sentire le ultime notizie del giorno.

 

 

Naseby è famosa nel mondo per il curling sportivo. L’impianto di 🥌 curling è aperto tutto l’anno. E’ stato divertente trascorrere un pomeriggio qui, con Evan, un grande istruttore.

 

La strada per Dunedin attraversa qualche piccolo villaggio con l’atmosfera d’altri tempi

Ed una natura pittoresca

Poi, all’improvviso, si vede una bruttissima, immensa miniera di oro attiva, a perdita d’occhio. La società Australiana la gestisce oramai da oltre dieci anni

Dunedin è la seconda città della Nuova Zelanda del Sud. Ma è anche una delle più importanti per importanza storica. Fu fondata  nel 1848 da un gruppo di emigranti scozzesi: il nome deriva proprio dal nome Edimburgo che in gaelico diventa Dun Eideann: oggi, in centro città, si trovano pub scozzesi e negozi che vendono kilt.

 

Ed alcuni giovani,  in costume,  che si esibiscono.

 

La città è sede di importanti atenei che ne fanno un vivace centro con una grande popolazione di giovani; Un piacevole contrasto, con edifici vittoriani ben preservati, che si mischiano ad un’architettura gotica.

 

 


La splendida e maestosa stazione ferroviaria è in stile Rinascimento Revival, con interni affrescati e bei mosaici.

 

 

 

 

Dunedin è una piacevole città dove andare a zonzo anche senza meta, e fermarsi ad ammirare la street art.

 

 

 

La città ha anche un primato: Baldwin Street e’ considerata la strada di città più  ripida del mondo. In 350 metri si passa da 30 a 100 metri sul livello del mare. Il primo tratto è modesto, ma il restante ha una pendenza elevata, cioè ogni 2,86 metri percorsi si scende di un metro. Tutto ciò è causa di una errata pianificazione da parte di progettisti britannici che non hanno tenuto conto dei dislivelli del terreno. Ecco che le case, lungo la via, sembrano siano state costruite storte, anche se in realtà sono perfettamente orizzontali. Questa illusione ottica attira molti turisti che si spostano fino a questa zona suburbana, proprio per vedere questa strada.

Qui, nel mese di febbraio,  si svolge la divertente gara chiamata “Gutbuster” , che vuol dire sia “qualcosa di divertente”, sia “qualcosa che ti rovina lo stomaco”. Ed in effetti, nella gara,  le persone devono fare il percorso in meno di due minuti.

 

ma le vere bellezze di Dunedin si trovano nei dintorni della città. La Otago Peninsula è un bellissimo percorso naturalistico da fare in auto o in bicicletta. La penisola, lunga circa venti chilometri, segue una strada panoramica.
qui si trova uno dei più famosi centri di conservazione degli albatross reali , il Royal Albastross  Center.


Le casette dei pescatori

 

meravigliosi specchi d’acqua come questi splendidi alberi

Ed il famoso albero chiamato “Ananas” per la sua forma

Si trovano anche colonie di pinguini, che rientrano però solo alla sera, in questa splendida baia

Gli scorci panoramici continuano

 

 

Alla Allans Beach Recreation Reserve, una bellissima spiaggia sabbiosa, si possono osservare i leoni marini

 

nella penisola ci sono anche prati di un verde intenso dove  pascolano pecore e mucche.

Lasciamo la città e ci dirigiamo verso nord, lungo la costa orientale. Ad un’ottantina di chilometri, c’è una spiaggia decisamente curiosa.
sul bagnasciuga si trovano dei  grossi massi sferici. Siamo a Koekohe, tra Moeraki e Hampden, e questi sono i Moeraki Boulders, che richiamano molti turisti.
La curiosità non è perché sono il risultato dell’erosione del mare e di una sorta di fango indurito, bensì il fatto che siano sferici e si trovino solo qui. Le dimensioni variano da mezzo metro a due metri di diametro.  Una leggenda Maori racconta che una barca a vela che arrivava da Hawaiki, perse molte ceste e contenitori, che si sono trasformati in rocce. Sono molto scenici.

La bella strada prosegue nella natura con incontri diversi, come questi splendidi animali

 

 

 

 

Oamaru e’ una delle città che ho amato in Nuova Zelanda. Una curiosa località,  dove stili diversi si alternano, anzi si fondono, creando un interessante mix, anche di modi di vita. Nel diciannovesimo secolo Oamaru era un importante porto commerciale.

L’architettura vittoriana trionfa lungo il largo viale del centro, con  edifici splendidamente restaurati e, spesso, trasformati in ristoranti, boutique, caffè e gallerie d’arte.

 

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Poco oltre, verso il mare, un’area post-industriale, con insegne in metallo, ti porta nel passato. Ed ecco una bella strada, con negozi di antichità e modernariato, dove fare shopping o curiosare


 


Ma Oamaru è anche la capitale dello Steampunk. All’interno della narrativa fantastica, anzi fantascientifica, appare una tecnologia anacronistica in un’ambientazione storica. Nella memoria risuona la Londra vittoriana dei romanzi di Jules Verne e Conan Doyle.  Qui, un museo mostra, come in una sorta di galleria d’arte, macchine a vapore e ruote meccaniche, con una visione decisamente futuristica. Un luogo davvero unico.

 

Per chi vuole solo relax, la spiaggia è a pochi passi,

 

così come l’ avvistamento dei piccoli pinguini blu.

A circa un chilometro, alla sera, i pinguini tornano, da pesca, a casa, nelle tane nella roccia. Bisogna attendere il buio (dopo le 22h); purtroppo, per vederli,  ci sono due possibilità: la prima è seguire il tour guidato (verso sera qui arrivano autobus stracarichi di persone) e poi mettersi nella bolgia, sulla passerella, al buio, in silenzio e senza flash per non disturbare ed attendere l’arrivo della colonia che sfila, come soldatini, verso casa,  sperando di riuscire a vederli.
La seconda soluzione è appostarsi poco lontano, vicino ad un pontile. I pinguini attraverseranno la strada per raggiungere la tana poco distante. Purtroppo decine e decine di persone si accalcano per poter scattare una foto ad un povero piccolo pinguino che si sente spaesato, in mezzo a tanto rumore e clamore. Ho preferito lasciare il posto immediatamente, non appena ho visto che la povera bestiola si stava stressando con tanta confusione intorno. 

Questo è un cormorano nero, uccello ampiamente diffuso in Nuova Zelanda

 

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Ed in effetti su questo molo sono presenti centinaia di uccelli

mi dispiace lasciare questa piccola cittadina così speciale, ma mi attendono ancora molti chilometri. Fuori città ritorna la campagna e qui si colora di  campi di girasole

 

E vi lascio proprio con un bel girasole: il mio lungo viaggio nella Nuova Zelanda del Sud continua. Vi aspetto per la Parte 3 (e ultima) di questo splendido zigzag in una delle più belle isole dell’Oceania. Andrò
alla scoperta di bellissimi Parchi Nazionali e ancora splendidi laghi, villaggi dal sapore un po’ retro’ e, naturalmente alcuni animali davvero particolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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