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Fiji 🇫🇯

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima parte Aprile 2024. –  Seconda Parte Agosto 2025

 

Prima Parte Aprile 2024
Questo viaggio è una decisione dell’ultimo minuto. Ho acquistato un pass della Nauru Airlines, un Island Hopper in alcuni paesi remoti del Pacifico, e, alla fine,  c’era una sosta alle Fiji. Sapevo già che marzo / inizio aprile, non sono i periodi migliori per visitare le Fiji, ma mi sono detta che sarebbe stato un peccato transitare qui, senza fermarmi. E quindi ho deciso di trascorrere comunque due settimane nel paese, in varie isole, per vivere esperienze diverse.

L’arcipelago delle Fiji e’ formato da 333 isole, di cui meno di un terzo abitate. Le due principali sono Viti Levu (dove si trovano la capitale Suva e la città di Nadi, dove atterrano aerei internazionali) e Vanua Levi.

Poi ci sono isole minori che si dividono in due gruppi: le isole Mamanuca, 25 isole molto vicine all’aeroporto e quindi decisamente più turistiche, e le isole Yasawa, una ventina, raggiungibili con speed boat. Queste ultime sono le più amate da chi cerca una natura incontaminata, il cosiddetto sogno di paradiso tropicale. Tutte le isole sono di origine vulcanica.

La prima cosa che dovete imparare appena arrivate alle Fiji e’ « Bula », più di un saluto, la parola che vi fa subito sembrare viaggiatori e non turisti. I Fijiani sono un popolo molto accogliente, sempre sorridente e disponibile. Malgrado le isole siano sfruttate dal turismo, ho trovato una grande spontaneità e accoglienza calorosa da parte degli abitanti. 

Il mio primo approccio con le Fiji parte da Nadi, dove atterrano i più importanti voli internazionali.

A pochi chilometri dall’aeroporto internazionale c’è una zona piena di Hotel, dai famosi backpackers che attirano una clientela di giovanissimi surfers e divers, fino ai Resorts 5 stelle, come il Crown Plaza.

Francamente le spiagge di questa zona  non sono un granché. Questa è la spiaggia davanti al Ramada e vicino anche al Crowne Plaza.

 

le cose più  belle del Crown Plaza sono la piscina

E la cucina

 

Questa è la vista dal ristorante del Ramada (in una giornata di pioggia)

 

 

 

Per avere spiagge migliori, bisogna prendere un taxi, ed andare a Natadola Beach, a circa un’ora da Nadi. La spiaggia è lunga e selvaggia.

 


Qui sorge anche l’InterContinental Hotel, dove sarete coccolati da un team radioso e cordiale.


 

 

Ho fatto un tour a Viti Levu, per immergermi nella cultura del paese. Il villaggio di Natalau e’ un esempio di vita locale.

 

 

 

Mary mi accoglie all’entrata del villaggio ed io, come da tradizione, le offro la kava in una bustina.

Apro una parentesi per spiegare di cosa si tratta: la kava è la  bevanda nazionale delle Fiji, qualcuno  dice sia la droga locale. In realtà è una bevanda leggermente narcotica (a me, personalmente non ha dato nessun effetto). Si ottiene da una radice che viene pulita, messa ad essiccare al sole e poi polverizzata.

 

 

Dopodiché viene mischiata ad acqua tiepida e filtrata attraverso uno strofinaccio. Viene servita in una grande ciotola, si deve dire “bula”, battere le mani e…. trangugiare in un unico sorso (meglio così, poiché il gusto è sabbioso ed acido!). Un vero rito per i fijiani che la preparano anche agli ospiti. Per loro è il benvenuto e l’accettazione nella comunità.

 

Mary mi da’ il benvenuto con la benedizione della kava,

 

 

dopodiché mi accompagna a vedere l’asilo, costruito grazie agli aiuti economici di alcuni italiani.

 

 


Poco distante dal villaggio sorge un centro termale. Tifajek Mud Pool and Hotspring e‘ immerso in mezzo ad una bella natura.

 

 

 

 

 

Dopo i fanghi, ci si immerge nella prima piscina naturale, ad alta temperatura. Segue un passaggio  nella seconda vasca “rinfrescante”. Un fantastico massaggio rigenerante conclude una mezza giornata eroica.

 

 

A Nadi le soste più interessanti sono il colorato mercato di frutta e verdura e quello artigianale 

 

 

 

Ottimi questi peperoncini 🌶️ piccanti

 

 


Ed un bel tempio indù. Nelle Fiji si trovano tutte le religioni. (Le principali sono Cristiana ed induista).

 

 

A circa 70 km dalla città, sulla Coral Coast, c’è una passeggiata nella foresta, che conduce ad una bellissima cascata, Biasevu Waterfalls, con una piscina naturale, dove è possibile bagnarsi. 

 

 

 

 

 

Anche qui, prima della passeggiata, si può assistere alla tradizionale cerimonia kava.

Peccato per la pioggia a dirotto lungo tutta la Coral Coast: ho visto degli scorci che, sono certa, sarebbero molti belli con il sole. 🌞

 

 

E’ ora di partire alla scoperta delle isole. Io ne ho scelte 4, ed ho preferito i piccoli resort gestiti dalla gente locale, ai resort internazionali. Ho così potuto vivere l’atmosfera gioiosa e rispettosa dell’ambiente di chi è nato in questi luoghi e, con orgoglio, cerca di accogliere il turista come se fosse uno di famiglia. E’ stata una splendida esperienza, ovunque, anche se, purtroppo, all’inizio, come previsto, il tempo non è stato clemente.

La prima isola e’ molto vicina a Viti Levu e raggiungibile con un trasporto organizzato direttamente da Robinson Crusoe Island (o Likuri Island).  L’accoglienza nelle isole e’ calorosa e la canzone di benvenuto,  d’obbligo.

I bungalow sono semplici, costruiti con materiali locali.

 



 


Nel pomeriggio si può assistere alla preparazione della cena. Il famoso “lovo “ è il piatto della festa, il barbecue locale, una parte fondamentale dell’arte culinaria figiana. La tecnica tradizionale prevede di scavare una fossa nel terreno,  dove vengono messi carboni ardenti. Pollo, maiale, pesce e verdure saranno avvolte  in grandi foglie di banano per mantenere la loro umidità e poi disposte sui carboni. Il tutto verrà coperto da terra, e lasciato cuocere, lentamente, varie ore.

La carne risulterà tenerissima e profumata: una delizia.

Alla sera si può assistere alla cerimonia della kava. E poi  ad uno spettacolo locale, che inizia con la camminata  sulle pietre ardenti e prosegue con danze tipiche

 

 

 

Da Port Denarau partono i traghetti per molte isole. Su quello per Beachcomber island, in una giornata uggiosa, sono l’unica straniera.

 

Una ragazza mi mostra con orgoglio una foto dell’isola ed ho grandi aspettative.

 


Purtroppo saranno giornate grigie, ma comunque piacevoli, grazie allo snorkelling tra pesci coloratissimi 

 

 

 

 


La South Sea Cruises e’ una compagnia di navigazione molto efficiente, che effettua il trasporto nelle varie isole. Port Denarau e’ il punto di partenza, molto movimentato perché ha collegamenti con tutte le isole ed ha ottimi ristoranti, come Bone fish. 

 


Il traghetto fa più fermate, nei vari resort e nelle isole minori, dove sorgono guesthouse a conduzione famigliare. Il traghetto si ferma in mare, non molto distante dalla costa, e ci sarà un trasbordo su un barchino locale per raggiungere il resort.

Sono stata in  3 isole dove opera la South Sea Cruise, ed il servizio e’ stato impeccabile.

Mi sono innamorata di Barefoot Kuata a prima vista. All’arrivo, le colline sembrano dei polmoni verdi che spuntano in mezzo ad un mare turchese.

 

Ho amato tutto su quest’isola:

I bungalow sono incastonati tra palme e giardini di natura lussureggiante, con splendida vista mare.

 

Tre piccole piscine sono a disposizione di chi non vuole immergersi in mare.

 

 

E poi c’è la spiaggia, selvaggia e naturale, una vera bellezza senza lifting

 

 

 


L’equipe dell’isola propone diverse attività, come per esempio un corso di cucina locale: questa è una preparazione di pesce crudo marinato con lime e cocco: ottimo.

 

Oltre allo snorkelling classico, l’isola ha una particolarità : questo è l’unico posto al mondo dove si può provare un’esperienza speciale, fare un’immersione a 12 metri, con gli squali toro, pur non avendo il brevetto di diver.

E’ stata un’esperienza unica e straordinaria. Adrenalina,  mista al mio amore innato per gli animali. 

 

 

Per chi cerca un’autentica isola fijiana, Barefoot Manta non delude.

L’isola ha spiagge sparse, completamente naturali, e si può godere il tramonto da « sunset beach » e l’alba da « Sunrise beach », attraversando una bella foresta.

 

 


L’equipe del dive center è formata da giovani dinamici, felici di accompagnarmi attraverso un meraviglioso snorkelling intorno a gran parte dell’isola, lungo una splendida e vivace barriera corallina.

Purtroppo è ora di lasciare le Fiji, tra   spiagge di sabbia bianca, mare smeraldo, fondali straordinariamente ricchi di fauna coloratissima : francamente uno dei paesi di mare che ho più amato. Anche perché nelle Fiji ci sono molte isole «  a carattere famigliare », gestite da gente locale. Per me sono loro, gli abitanti, sempre sorridenti, accoglienti e professionali, una delle cose più belle del paese. L’accoglienza calorosa e la sensazione di essere parte della famiglia, ti avvolge e ti fa innamorare di questo angolo di mondo.

Gli abitanti delle Fiji sono tra i “most friendly” del mondo. Per questo vi saluterò con una carrellata di foto di persone incontrate nel mio straordinario viaggio.

Vinaka! Grazie! Ci rivedremo presto

 

 

Seconda Parte (Agosto 2025)

come promesso, a fine luglio 2025, dopo meno di un anno e mezzo, ho deciso di trascorrere nuovamente 10 giorni alle Fiji, che ho molto amato.

L’occasione è il mio ennesimo viaggio nel Pacifico, alla scoperta di quei paesi dove non sono ancora  stata.

Nadi, pur non essendo la capitale delle Figi, è il vero cuore pulsante del turismo e dei collegamenti internazionali. Il Nadi International Airport è un hub strategico per il Pacifico: da qui partono voli verso Tonga, Samoa, Vanuatu, Tuvalu, Kiribati, Nuova Zelanda e Australia. E’ anche la porta d’ingresso per le famose isole Mamanuca  e Yasawa, con traghetti e idrovolanti che partono ogni giorno.

Il mio viaggio esplorerà due nuove isole delle Yasawa, e poi tornerò a Barefoot Kuata, per ripetere la straordinaria immersione con gli squali toro.

La barca rallenta mentre l’acqua si fa turchese intenso e le palme si piegano al vento con la calma antica di chi sa aspettare.

 

 

 

Intorno, le Yasawa srotolano la loro bellezza aspra e luminosa.

 

Ho scelto Mantaray Island perché, tra maggio e ottobre, nel vicino canale tra Drawaqa e Naviti, passano animali marini straordinari. Qui le mante giganti arrivano davvero, per nutrirsi del plancton  trasportato dalla corrente di marea. Non sempre, non su richiesta, ma quando lo fanno è una danza che ti resta negli occhi. Quando la guida ti indica il punto, lasci andare tutto: pensieri e fiato. Ti tuffi e ti lasci trasportare, da una corrente che scivola, lentamente. Lo sguardo sott’acqua, tra le trasparenze di un regalo del mare. Poi, all’improvviso, quella forma larga e nobile che ti sfiora: un angelo che nuota sotto di te, silenzioso, enorme, maestoso. La manta nuota lenta, con quell’eleganza che solo chi non ha bisogno di dimostrare nulla può permettersi. La sua apertura alare sfiora i cinque metri (così mi dirà Jerry, la guida), ma non fa  rumore: solo luce che si piega sul dorso. Altre due l’hanno seguita, e poi ancora un’altra e un’altra. Ognuna sembra raccontare una storia diversa. Li’ sotto, l’acqua ha un suono antico. E io non sono  più un ospite. Sono parte della corrente.  E seguo la danza delle ali, senza paura, con solo stupore. La sensazione è come essere visitatori di un tempio marino, solo meraviglia pura e sospensione nel tempo.
ho avuto la fortuna di nuotare con John, un fotografo australiano che mi regalerà alcune foto scattate nella giornata insieme.

 

 

 


Mantaray Island Resort e’ semplice, accogliente, senza lussi. Le camere sono immerse nella vegetazione lussureggiante.

 

 

 

 

 

Il ristorante è aperto e si trova su un promontorio da cui si gode una vista incantevole sulla baia, che si illumina di toni rosati verso sera.

Di fronte al resort, c’è una bella spiaggia dorata con acqua cristallina e migliaia di pesci tigrati che sfiorano la riva. Una volta a settimana, la serata fijiana e’ un incontro con la cultura locale. Nel pomeriggio viene preparato il lovo, il forno sotterraneo tradizionale usato per cuocere i cibi: viene scavata una buca  nella terra, riempita di pietre vulcaniche roventi, sopra le quali si dispongono foglie di banano e cibo, poi coperto e lasciato cuocere al vapore per ore. Cassava, taro, patate dolci, pesce o pollo marinato nel latte di cocco, maiale , e palusami (foglie di taro ripiene di cocco e cipolla).

Prima della cena lo staff propone canti locali e danze tribali.

Più a nord, a meno di due ore di traghetto, Il Blue Lagoon Beach Resort è immerso nella tranquilla Nacula Island : una cartolina vivente.

Molto più elegante di Mantaray, ha camere ad igloo (molto glamping in mezzo alla natura, che sembra un giardino botanico, con anche  banani davanti alla porta di casa e piscina, per più privacy), oppure bungalow direttamente sulla spiaggia, con veranda, amaca e bagno semi-aperto dove ti lavi guardando la luna.

E due ristoranti raffinati, per un’immersione culinaria quattro stelle.

Il giro in barca dei dintorni mostra baie incastonate tra acque di seta liquida. Qui non servono filtri. Le sfumature sono reali: turchese, cobalto, oro, bianco. Colori che fanno silenzio dentro.

Ed eccomi pronta a tornare in un luogo più semplice, che ho molto amato, Barefoot Kuata.

L’ambiente qui è giovane e vibrante. Le “bure “, le capanne sono di legno con il tetto di foglie intrecciate, con il mare ed il sole che entrano, da ogni fessura . I sentieri tra le palme sembrano parole sussurrate dalla terra. Barefoot Kuata e’ famosa per una cosa: gli squali toro. Ma non quelli dei documentari, no. Qui gli incontri sono intimi, quasi sacri. Anche chi non ha il brevetto da sub, può scendere in mare come in un tempio, accompagnati da guide che conoscono ogni battito dell’acqua. E quando quei giganti silenziosi appaiono dal blu profondo, non c’è paura, solo rispetto e meraviglia. Uno sguardo che attraversa le branchie e tocca qualcosa che avevi dimenticato di avere. Nuotare con loro e’ come nuotare dentro te stesso, nelle zone oscure e meravigliose che eviti sempre.

E, ancora una volta….. io c’ero, a vivere altri attimi di  felicità!

 

 

Lascio le Fiji per la seconda volta, ma tornerò sicuramente., non solo per i luoghi ed i paesaggi da cartolina, ma soprattutto per la gente.

Il popolo delle Fiji è fatto di vento e onde, radici e canti, e ti saluta con un sorriso che sembra durare più del tramonto

Bula, Vinaka………Ciao, Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 risposte

    1. Grazie, cara Laura, le Fiji mi hanno sorpresa perché ci sono ancora molte isole “a misura d’uomo” dove vieni accolta come in famiglia, lungi dai resort senza anima.e le persone sono fantastiche!

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