Taiwan

Bruce ha un sorriso a trentadue denti magnetico, una sorta di giullare con gli occhi vispi che scandagliano il mondo intorno. Non smette di parlare, di chiedere a chi incontra informazioni e curiosità per poi tradurle e catturare la nostra attenzione. È delicato, non invadente, ma pronto a correre in aiuto appena capisce la nostra barriera linguistica in un paese dove ancora moltissimi (parecchi pur avendo un’attività rivolta al pubblico) parlano solo mandarino. E cerca di carpire i gusti occidentali per fare in modo che la nostra vacanza nel suo paese sia una lenta e perfetta integrazione tra i nostri ed i suoi costumi. Bruce è un giovane, amico della mia compagna di viaggio: si sono conosciuti in Australia dove lui trascorreva le vacanze pagandole con lavori saltuari. E Sharon aveva bisogno di un giardiniere che curasse le sue piante lasciate troppo sole.

Taipei ci accoglie con quella delicatezza da me inattesa. Molti giovani, come Bruce, sorridenti, pronti ad aiutarti davanti ad una cartina dispettosa che mostra caratteri estrusi: il mandarino è impenetrabile, impossibile cercare sonorità famigliari.

Taiwan è l’antica Formosa, quello strano paese 300 volte più piccolo della Cina, che non vuole far parte della Cina Continentale, anzi tutti, ma proprio tutti i giovani che abbiamo incontrato ci tengono a precisare che loro sono molto diversi dai dirimpettai e sperano che il turista sia così “Smart” (astuto, furbo, intelligente), da accorgersene. Perché essere Taiwanesi (e assolutamente NON cinesi) è orgoglio puro.

Conoscere gente locale aiuta a respirare  quella linfa che ti fa vedere la realtà delle cose. Siamo capitate a Taipei nei giorni che precedono la follia dello strano virus; non voglio dilungarmi, ma, poiché Taiwan è stato il primo paese a chiudere le frontiere alla Cina, ed i cinesi sono la fonte principale del turismo,  non ci sono visitatori e la nostra presenza sembra una gioia per tutti.

A chi mi chiede cosa c’è da fare a Taiwan, potrei rispondere: vivere una metropoli strapiena di giovani curiosi e pronti a darti consiglio ed accompagnarti in giro, immergersi in una giungla facilmente raggiungibile, annusare e riempirsi la bocca dell’oro verde, il te’ Oolong in mezzo a quei monti che sanno di fiaba, attendere impaziente il responso dell’oracolo in un tempio dei desideri, provare un delizioso pasto locale in un piccolo ristorante di un villaggio di montagna, trovarsi solo a fare surf in una delle sperdute e deserte spiagge del paese.

 

Dopo alcuni trascorsi a Taipei, per visitare Taiwan, abbiamo optato per un tour organizzato che si rivelerà fantastico, anche perché, non essendoci altre prenotazioni, saremo solo la mia amica ed io con un’autista locale che ci scorrazzerà per tutto il paese usando un traduttore vocale mandarino-inglese a volte estremamente divertente, con frasi ambigue che lo faranno diventare paonazzo dalla vergogna quando un semplice malinteso sarà spiegato.

 

 

Taipei è la metropoli, ricoperta da quella coltre di smog che la rende un po’ arcigna a prima vista. Saranno veramente le persone a far vedere il sole la’, dove, al primo impatto,  non vorresti restare. Portoghesi, olandesi, cinesi, giapponesi….. la città è intrisa del loro passaggio, anche se oggi la parola costante che si sente è Siamo solo Taiwanesi, il mare è il nostro confine.

 

 

 

 

Taipei è comoda da girare in metro, scegliendo un quartiere al giorno, e perdendosi  in camminate tra zone di grattacieli e centri commerciali di alta moda degni delle metropoli europee più di tendenza, o viuzze colorate e profumate che sanno di antico, con atelier di artigianato e sale da tè, o complessi statali di grande impatto. Una città che mischia la modernità alla tradizione.

 

 

 

 

Se da una parte sorge Il grattacielo 101 World Trade Center, 508 metri (e 101 piani) l’orgoglio della città, dall’altra ci sono molti templi, con gente in silente coda in fremente attesa del responso. Ed un gran numero di musei, dal MOCA (Museo di Arte Moderna), al National Palace Museum ( 5000 anni di storia cinese in una collezione di 700.000 pezzi) al Taipei Astronomics Museum è ancora il Museo di Arte Contemporanea, il Museo Nazionale di Storia eml’originale Museo dell’Acqua Potabile. Taipei 101 è stato progettato per sembrare ad una pianta di bambù che sale dalla terra. Il simbolismo è evidente: una pianta flessibile e che cresce rapidamente, di buon auspicio per un edificio finanziario 

 

 

 

 


Longshan ed il tempio di Confucio, sono solo due dei vari templi che potete trovare in città. Fermatevi davanti ad un tempio tradizionale dove i locali vengono a pregare e bruciare incenso, per chiedere un desiderio, un responso sul futuro, o semplicemente far volar via la malasorte. L’atmosfera che si respira nei templi è intrisa di serenità: taoismo e buddismo si fondono.

 


Dihua Street è una via storica di Taipei dove si passeggia 
tra vecchie botteghe di giada, storiche farmacie di medicine cinesi, cesti immensi di frutta secca, o di crostacei essiccati, erbe di ogni sorta, tessuti dalle mille fantasie e abiti tradizionali, lanterne e ombrellini di carta, tantissimi giocattoli  e, naturalmente, tutto quello che ruota intorno al cibo

 

 

 


 

 


E poi un negozio antico, curato, con commesse in abiti tradizionali, uno spazio che sembra una straordinaria gioielleria, con mobili d’epoca che sembrano usciti da un lussuoso castello. In realtà il prodotto è uno solo, prezioso, raro, carissimo: i Nidi di rondine. Si tratta di uno dei cibi più cari al mondo. Veri nidi formati dalla saliva delle salangane, un tipo di rondine che vive solo in alcune parti dell’estremo oriente. Sono difficilissimi da raccogliere. È altresì orribile pensare che i bambini sono usati per la raccolta dei nidi, poiché per arrampicarsi su canne di bambù alte anche cento metri o infilarsi in stretti anfratti, occorre essere agili e leggeri. Pare addirittura che i nidi più preziosi siano quelli colorati, nascosti tra rocce di grotte  dove le salangane convivono con altri animali tipo pipistrelli e serpenti. Gli orientali li amano, non per il sapore, ma per le loro proprietà (sono ricchissimi di calcio, ferro, magnesio, potassio) e perché convinti che ringiovaniscano la pelle, quindi è un lifting naturale, ed aiutano a combattere tutte le disfunzioni polmonari (anche la TBC).

 

 

Il Chiang Kai-Shek Memorial Hall (CKS) vi farà assistere al cambio della guardia, che avviene ogni ora, con una cerimonia di rotazione del fucile. Nello splendido complesso monumentale sorge un parco, immerso in questo luogo intriso di simbologia. Il teatro nazionale e la sala concerti sorgono ai lati dell’immenso piazzale che porta al monumento alla memoria di Chiang Kai-Shek, generale e politico cinese che guidò i nazionalisti contro i comunisti durante la guerra civile: dopo la sconfitta si trasferì a Taiwan, per diventare il Presidente della Repubblica di Cina da lui fondata: insomma il padre fondatore di Taiwan.

 

 


 


Lo Shilin Night Market è il classico mercato asiatico : impregnatevi dei profumi, sapori, colori e azzardate lo Street food, davvero strepitoso. Anche le cose più strane riservano sorprese. Bruce ha insistito a lungo prima di convincerci a mangiare lo “Stinky tofu”, il tofu puzzolente, e, credetemi ho dovuto tapparmi il naso prima di provare una delizia. L’odore sa di immondizia di una settimana,  di piedi da scarpe da ginnastica dopo una maratona, di puzza di fogna….ma quando viene immerso nella friggitrice, esce un prodotto croccante fuori, con un interno dal gusto morbido e delicato. Le preparazioni sono varie: oltre a fritto, lo Stinky tofu viene servito con noodles o in brodo di verdure

 

Parlando di cibo, la scelta è immensa. Gli amanti della pasta ameranno questi piatti ai frutti di mare, dove lo spaghetto si tuffa in vongole veraci o i gamberi si accompagnano ad una pasta cremosa al profumo di curry. Ed i ravioli, onnipresenti in versione Street food o Haute Cuisine, in molte varianti: al vapore, fritti, in brodo e centinaia di ripieni (verdure, pesce, carne). Un tripudio per la vista e per la gola.

A destra Bruce, con i suoi amici

 

 

 

E i noodles in tantissime versioni

 

Il lungomare di Taiwan è una splendida passeggiata dove incontrare la gente locale,  dalla famigliola a passeggio, alle giovani che si allenano o danzano spensierate di fronte allo skyline.

 

 

C’e’ chi lavora tranquillamente seduto ai tavolini di un caffè’ e chi approfitta di una giornata serena per una birra con le amiche sulle tante terrazze dei bar .

 

 

 

 

A Taiwan ho dormito in due quartieri diversi, prima a  Zhongzheng, pieno di negozi aperti fino a tardi, vicino alle vie pedonali, insomma il luogo perfetto dove spostarsi a piedi alla ricerca del ristorante o del bar per sorseggiare un cocktail o una birra, poi a Banqiao, distretto della Nuova Taipei. Vi anticipo che Taiwan non solo è uno dei paesi più sicuri al mondo, anzi quando ho chiesto se potevamo passeggiare tranquillamente di sera mi hanno guardata come se avessi fatto una domanda astrusa, ma non ho mai avuto la sensazione di essere il classico turista di cui approfittare.

La sera i giovani invadono le strade pedonali della città e li trovi ovunque, magari anche accovacciati tutti insieme ma ognuno per conto proprio.

 

 

 

 

Taipei è per tutti: chi vuole il top, può optare per il Grand Hotel, un po’ lontano dal centro ma in una posizione che domina la città, un hotel storico, aperto nel 1952, un’icona, dove storia ed opulenza si fondono. Ottimo anche il suo ristorante, Yuayuan, di alta ed autentica cucina Cantonese.

 

 

 

 

Se volete consigli su dove dormire low-cost, ho un paio di posti ottimi, minimalisti, con un ambiente giovane ed effervescente, pronto a darvi informazioni e coccolarvi con tutta una serie di plus gratis, dalle caramelle mou, al caffè, al te’ (compreso l’oolong), ai biscotti, frutta, cioccolato, zuppette di noodles, noccioline ed altro. Il Roaders Hotel è una vera chicca in pieno centro.

 

 

 

Taiwan ha una forma oblunga, con una zona molto più turistica (parte occidentale ) ed una meno conosciuta, ma non meno interessante, la Costa orientale, la mia preferita, perché fatta di ripide montagne a picco sul mare. Da nord verso sud il paesaggio diventa una sorta di giungla, un bellissimo polmone verde. A metà il Tropico del Cancro.

“L’isola delle montagne”, così è detta Taiwan, che ha infatti un contesto naturale speciale, immersa in foreste lussureggianti, che talvolta si affacciano su lunghe spiagge.

Il mio tour parte da Taipei e farà tutto il giro dell’isola in senso orario.

A nord est di Taiwan, ad un’ora dalla capitale,  sorge Jiufen, la cittadina delle lanterne rosse, dolcemente abbarbicata sulla montagna:

 

un’atmosfera fiabesca in vicoli stretti con ogni sorta di negozi per soddisfare il palato o gli acquisti più particolari : dalle mascherine dipinte a mano, a borsette fatte di materiali insoliti, a profumi da personalizzare.

Le costruzioni di questo paese sono rimaste originali, quindi è un’immersione totale in quello stile orientale puro che sa di Cina e Giappone insieme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È uno dei luoghi più turistici del paese, quindi decisamente meglio vederlo al mattino presto o alla sera tardi. Dopo aver percorso il reticolo di vie strette, si arriva ad un panorama stupendo con il mare in lontananza.

 

 

Scendendo, fermatevi nella via principale e provate le delizie locali, dalla zuppa di fish balls, agli enormi funghi alla piastra, ai dumplings serviti con fagioli dolciastri, all’ice-cream runbing, gelato arrotolato in una specie di involtino primavera, fatto al momento, con arachidi triturate e coriandolo,

 

 

 


Xiao long bao: i mitici Ravioli a Vapore, un’esperienza mistica per il vostro palato, il 
Riso saltato con maiale, noodles, Il apba-wan, un grande gnocco di farina di riso con amido di mais e patate dolci, ripieno di carne di maiale,  e i fiammiferi croccanti di seppia, una vera delizia: la seppia viene fatta essiccare e fritta, ricavandone delle crepe rotonde croccanti che poi vengono tagliate a larghe listarelle : buonissime, sia come aperitivo che per saziare quel languorino improvviso.

 


A Taiwan è possibile stuzzicare qualsiasi tipo di cibo durante tutto il giorno.

Centosessanta chilometri separano Jiufen al Taroko National Park. La strada procede sulla Su-Hua Highway, la litoranea orientale dove le montagne incontrano l’oceano e l’oceano tocca il cielo. Anche in una giornata uggiosa, le scogliere a picco su un mare indomito sono spettacolari. L’erosione del vento ha portato alla nascita di Canyon impressionanti

 

 

 

Hualien , cittadina sulla costa orientale è famosa per le gole di Taroko, nell’omonimo parco. “Taroko” significa bello nella lingua degli Amis, i nativi della costa orientale.  Un’immersione in una natura prorompente, intonsa, di quelle che ci piacciono perché non liftate. La strada scorre tra il Santuario della primavera eterna, il tunnel delle nove curve, la grotta dei passeri,  con soste panoramiche da dove poter respirare l’aria che sa di linfa e mirare quel fiume dalle acque purissime.

 

 

 

Il viaggio prosegue verso sud. ChihsingTan è una lunga spiaggia scura, con sassi dalle strane tonalità che vanno dal verde muschio al  grigio al nero. Un luogo frequentato in estate da turisti principalmente dell’isola, che vengono qui per le acque cristalline. Dietro, oltre l’autostrada, immense  montagne verdi.

 

 

Poco lontano sorge il Farglory Ocean Park, il Parco divertimenti più grande di Taiwan, la Disneyland dell’isola, il paradiso di bambini ed adulti, che richiama turismo tutto l’anno, con i suoi delfini, i leoni marini, gli squali e spettacoli circensi.


 

 

Si prosegue attraverso risaie che appaiono all’improvviso come quadri perfetti, fino ad arrivare al Tropico del Cancro

 

 

 

 

 

 

Lungo la strada si incontrano luoghi particolari, come un immenso giardino lussureggiante, o lo strano Water Running Upward: un piccolo ruscello dove l’acqua scorre verso l’alto e sembra andare contro l’attrazione della gravità.

 

 


Meinong Hakka Village è un centro culturale per la conservazione delle tradizioni del paese: un piccolo villaggio dove negozi di artigianato espongono la loro merce: ombrellini di carta di riso, te’ dai profumi intensi, fiori, e tantissimi giocattoli fatti a mano. Un ottimo posto per quel turista che vuole portare a casa un manufatto unico e originale

 

 

Ed una sosta golosa

 

 

Ed eccoci a Kaohsiung, la seconda città del paese, poco conosciuta al turismo internazionale (tranne quello cinese), anche se in realtà ha più abitanti di Roma. Kaoshiung è famosa per Fo Guang Shan, con il suo immenso Museo culturale, religioso ed educativo Buddista, uno dei più grandi al mondo, creato da Master Hsing You e i suoi discepoli. L’obiettivo di Hsing You era di unire tutte le otto scuole del buddhismo cinese. L’architettura dei templi è molto caratteristica, con il Monastero che domina sulla città. Un’immensa statua di Buddha alta 40 metri, mentre l’altezza complessiva, basamento incluso è 108 metri (numero propizio nel buddhismo). Otto pagode, santuario, musei, un centro grandissimo, intriso di sacralità, una passeggiata tra migliaia di statue ed un’atmosfera di serena quiete.

 

 

 

 

 

Scendendo in città sul lago Lotus, in mezzo a fiori di loto, sorgono i padiglioni gemelli, Dragon and Tiger Twin Towers, un tempio costruito nel 1976. Seguendo la leggenda, per avere fortuna, si deve prima entrare nella bocca del drago ed uscire dalla coda, per poi entrare nelle chiappe della tigre ed uscire dalla bocca. nei dintorni ci sono varie pagode e templi 

 

 

 

 

 

Anche Kaohsiung ha i suoi night markets dove perdersi, ma se volete assaggiare i migliori ravioli al vapore freschissimi, andate al Steamed  Pasta Monopoly, il paradiso della pasta fatta a mano.

 

È ora di risalire, ed addentrarci nella foresta all’interno del paese. Lasciamo la comoda autostrada ed iniziamo a salire, circondati  dalle cinquanta sfumature di verde.

Una sosta ad un tempio e una camminata su un ponte tibetano, tra meravigliose montagne con panorami mozzafiato e piantagioni di te’ molto fotogeniche.

 

 

 

 

 

 

Con Venticinque montagne di duemila metri o più la strada scenica porta ad Alishan,  il paese dei cirri , quel luogo dove le nuvole sono così dense che i picchi  della montagna sembrano isole nell’oceano. Purtroppo il tempo non è con noi, fa freddo, ed è uggioso.

Alishan è molto turistica, anche ora abbiamo incontrato qualche autobus che scarica gruppi in cerca di natura. Il paese è una via di botteghe che servono il famoso caffè locale o souvenir, più o meno veri.

 

La specialità gastronomica è il “Fenchihu Lunch Box” : carne di maiale con riso e verdure servito in un contenitore che ricorda le scatole in alluminio dove mia nonna preparava il pranzo a mio nonno da portare in fabbrica. E poi il famoso caffè dal profumo inebriante.

 

 

I lunghi bambù intorno, che guardano il cielo, quello strano silenzio rotto solo da uno stridulo verso di uccelli ed il sentiero di forti radici affioranti di alberi sacri, che sembrano un parquet creato da un fantasioso artista. Una nebbia soffusa ti catapulta in un film d’avventura

 

 

 

 

La passeggiata è piacevole, tutto sembra perfetto, forse anche troppo, perché i percorsi sono gradinate costruite appositamente, fino al tempio, dove i locali vanno a pregare.

 

 

 

 

Ad Alishan si può prendere il treno della foresta: non aspettatevi una vecchia locomotiva a vapore, si tratta piuttosto di un treno anonimo, che fa un percorso di trenta minuti e carica soprattutto famiglie con bambini curiosi.

 

E si scende, per riprendere la strada maestra, non senza avere fatto la sosta in una delle meravigliose fabbriche di te’ che deliziano i clienti con profumate degustazioni

 

 

In mezzo all’isola di Taiwan sorge un lago, Sun Moon Lake, il lago del Sole e della Luna, così chiamato perché la parte sud ha la forma della luna nuova, mentre il nord ha la forma del sole. Situato a 748 metri sul livello del mare, è l’unico grande lago naturale del paese. I turisti adorano la gita in barca che sfiora la minuscola isola al centro del lago, terra sacra dei Thao, e porta alla sponda opposta, dove vive la comunità aborigena dei Thao.
Qui si trova anche un cosiddetto Villaggio aborigeno, anche se dubito dell’autenticità degli spettacoli molto turistici. Decisamente più carina la funicolare che porta alla montagna; il lago è incastonato tra le montagne e questo lo rende particolarmente suggestivo. Consiglio la passeggiata attraverso la “stairway to Heaven” (scalinata del paradiso) che porta al tempio Wenwu, dedicato a Confucio, al Dio della Letteratura e al Dio della Guerra. Pur non essendo uno dei più importanti templi dal punto di vista spirituale, è molto visitato per la sua posizione strategica e fotogenica e per i suoi colori vivaci. Sun Moon Lake è molto turistico, con le sue piste ciclabili e una proposta alberghiera importante. I dintorni hanno piantagioni che producono te’ di altissima qualità

 

 

 

 

 

 

 

 



 

Sulla strada del ritorno si può fare una sosta a Taichung, una città industriale di quasi tre milioni di abitanti. Musei, templi ed un famoso mercato notturno, dove rifocillarsi, prima di rientrare a Taipei.

Chi volesse fare una vacanza a Taiwan mi può scrivere: conservo tutti gli indirizzi di hotel, dell’autista ecc. e sarei felicissima di potervi aiutare ad organizzare il vostro viaggio ideale in questo paese molto accogliente, che emana serenità e dove i ritmi sono tranquilli ma organizzati, senza lasciar nulla al caso. Ringrazio Bruce ed i suoi amici per il caloroso trattamento che ci hanno riservato e conservo preziosamente l’abbraccio di un sincero arrivederci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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