Singapore

Organizzazione Svizzera, design Italiano, cibo gourmet, aria intrisa di spezie, alberghi iconici dall’architettura avanguardista, un angolo di Bollywood e uno di Hollywood, giardini pennellati da un pittore impressionista, Singapore è una città stato dove la biodiversità va a braccetto con l’alta densità di milionari (quasi il 9% della popolazione), un paese dove le banche sorridono a chiunque porti i propri capitali, senza chiedere i dettagli e dove sono invece vietate cose apparentemente poco importanti: dal chewing-gum (prima totalmente bandito, ora tollerato solo se acquistato fuori dal paese) , al fumo in qualsiasi luogo pubblico (con multe salatissime per chi getta mozziconi per terra), al cibo in tutti i mezzi pubblici (comprese stazioni ferroviarie e metropolitana). Una potenza economica, che ha visto le dominazioni olandesi, portoghesi, inglesi, giapponesi.

Sei milioni di persone, multi razziali, con preponderante l’etnia cinese, una lingua detta Singlese o singlish, quell’inglese venato di espressioni che arrivano dal cinese mandarino , dal malese e dal tamil.

La multietnicita’ si vede anche nell’inno nazionale “Majulah Singapura”, Avanti Singapore, in malese. Ed anche la religione è una serena condivisione tra Cristianesimo, Buddhismo, Islam, Induismo e Taoismo.

La “Città del Leone” , nome derivato dalla parola malese “Singapura” e’ la metropoli futurista, una delle città più care al mondo, ma con una delle migliori qualità di vita e servizi.

The Garden City o The City in The Garden, un microcosmo unico al mondo che ingloba comunità molto diverse che si sfiorano nei quartieri intrisi di unicità.

Il quartiere esotico di Little India, dove il profumo delle ghirlande di gelsomino impregna l’aria ed i colori vivaci dei negozi ti immergono in un cartone animato.

 

 

 

 

Ornamenti di fine filigrana, sari di sete svolazzanti, spezie aromatiche: le bancarelle del mercato Zhujiao Centre sono un’orgia di colori.


Il fantasioso tempio di Sri Veersmakaliamman, dedicato alla dea Kali’.


 

 

E poi l’immersione nel cibo, come se fossi a Mumbai, tra profumati chapati appena sfornati e curry di ogni sorta, tra vindaloo taglienti e samosa croccanti. Brulicante, colorata, la Bollywood pulsa tra case architettonicamente stupende: due piani dai colori vivaci che abbagliano.


 

 

Una straordinaria passeggiata piena di immagini esilaranti

 


Neanche il tempo di lasciare i colori dell’India che la  cupola dorata di una moschea ci fa capire che siamo nel quartiere arabo, con le sue strade a misura d’uomo

 

 

E poi si guarda al passato: le vestigia dell’epoca coloniale splendono tra il Victoria Theatre e l’Empress Place Building (che ospita il Museo della Civiltà Asiatica). Fino al mitico Raffles Hotel, dove Sir Thomas Stamford Raffle mise piede nel 1819 fondando quest’angolo di mondo così cosmopolita.


 

 

 

Lo Sling cocktail è nato qui : un mix di gin, brandy di ciliegia, succo di ananas fresco, due gocce di angostura ed il segreto del barman. Una delizia da sorseggiare in un raffinato ambiente di altri tempi

 

 

 

 

Si attraversa, oltre il fiume, la Shenton Way, conosciuta come la Wall Street Asiatica, prima di entrare in un altro quartiere, dove immergersi tra profumi, sete e colori: Chinatown. Purtroppo mi trovavo a Singapore a Marzo 2020, quando il terribile virus era già esploso in alcune parti del mondo  ed una grande allerta mi ha bloccata lì, davanti all’entrata di quella piccola Cina che avrei tanto voluto vedere, camminando tra negozi di medicina tradizionale e agopunturisti, calligrafi dalla mano sottile e profumati saloni da te’. Avrei voluto immergermi nell’odore di incenso del Buddha Tooth Relic Temple (che, come dice il nome, custodisce un dente di Buddha) e gustare un’anatra laccata come a Beijing.

Dall’antichità al futuro, qui il passo è breve. Basta seguire il profumo nell’aria di alberi pieni di linfa.

I Gardens by The Bay sono un viaggio nel futuro, una giungla urbana dove chi si è perso si ritrova. Si va dal Flower Dome, enorme serra piena di fiori, alla Cloud Forest, altra serra che ospita una cascata artificiale. Intorno,  101 ettari, dove si cammina tra alberi dove il metallo si mischia ad elementi naturali, creando opere alte 50 metri (detti Super Tree, quasi dei funghi giganti, che si illuminano di notte), tra padiglioni di vetro e acciaio, immersi in una natura perfettamente curata, tra piante di un verde così intenso da sembrare finte. In una architettura eco-sostenibile studiata a tavolino si cammina come Alice nel Paese delle Meraviglie, tra torri solari e cascatelle artificiali e si passeggia sullo skywalk, un ponte sospeso, tra i Supertree, come nel mondo di Avatar. Il lago artificiale Marina Reservoir si snoda silente tra cotanta beltà.

Uno spettacolo da immortalare con foto panoramiche.


 

 

 


Salire al 58 piano del Marina Bay Sand (MBS) un vero gioiello architettonico, e nuotare nell‘infinity pool di 150m, che guarda l’oceano da un’altezza a metà strada tra cielo e mare, posata su una sinuosa struttura : benvenuti nel futuro!

Un’atmosfera quasi surreale, che sembra di essere catapultati in un film. L’Hotel, nato nel 2010 ha 2560 camere, divise tra le tre torri, unite dalla struttura che risveglia la fantasia di molti; chi dice assomigli ad una nave transatlantica, chi a una tavola da surf e chi addirittura pensa ad un fagiolino gigante. La grande area sorge su terreni bonificati ed è immensamente avvolgente, anche per chi, come me, preferisce la tradizione alla modernità rivolta al futuro.

 

 

 

Se proprio non vi va di pagare la notte nell’Hotel, si può comunque prendere l’ascensore riservato al Sands Skypark (Costa circa 15€) oppure prenotare cena al Ku De Ta, ristorante con dress code elegante.

La passeggiata prosegue lungo la baia, tra costruzioni curiose: il museo dell’Arte e della Scienza è un immenso fiore di loto che guarda il cielo, (all’interno anche una macchina per volare progettata da Leonardo Da Vinci), mentre in sottofondo splende la ruota panoramica  (165 metri, una delle più grandi al mondo)


 

E poi la sera (alle  20 e alle 21), lo spettacolo Spectra, a Light & Water Show, vi immerge nell’atmosfera di una Las Vegas d’Oriente.

Shopping sfrenato: Orchard Road è la via dove centri commerciali e grandi magazzini svettano tra le icone della moda e prodotti di tradizione classica pronti a far riempire le vostre valigie fino a farle scoppiare.

Per chi non è ancora stufo di verde, il Botanic Garden, a 30 minuti di metropolitana è un’altra chicca con il piccolo giardino di orchidee, la gemma dell’anello che sa di linfa.

Lo Zoo di Singapore è uno dei più belli al mondo: un grande spazio aperto, dove gli animali non sono in gabbia, ma vivono in un’ambiente creato appositamente per farli sentire a casa. Una comoda metropolitana, dove l’ordine è così disciplinato che ti sembra di essere in una cittadina di provincia, ti porta li’, davanti all’ autobus che ti lascerà allo zoo, per una immersione totale tra gattoni selvatici, ippopotami pigmei, orangutan e rinoceronti dall’aria paciosamente serena.



Singapore è un’oasi, dove puoi passeggiare a tutte le ore (la sicurezza è garantita), dove hai i vantaggi della città cosmopolita, con tutti i servizi che possono rendere il tuo soggiorno piacevole, ma anche il silenzio di una ambiente artificialmente naturale. Il luogo dove puoi fare la colazione con un eccellente street food, prendere l’aperitivo nel passato e cenare nel futuro. Una grande bolla di sapone che svolazza serena in un cielo che si tinge dei colori dell’arcobaleno verso sera, tra musiche romantiche che ti fanno scordare che è ora di partire.

Già, perché purtroppo, causa Covid 19, sono dovuta scappare da Singapore in fretta e furia, proprio in tempo, prima che la chiusura dei voli mi impedisse il rientro a casa. Proprio quando avevo deciso di provare il piatto tipico di Singapore, il Chilli  Crab, un granchio affogato in un puccetto di pomodoro e peperoncino che mi ha lasciato l’acquolina in bocca….al solo pensiero.

Che dire, una buona scusa per tornare!

 

 

 

 

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