Saint Tropez, oltre il mito

Uscita dall’orfanotrofio, Juliette va a vivere in un villaggio di pescatori dove con la sua bellezza ingenua e perversa riesce a portare lo scompiglio tra gli uomini. Era il 1956 e lei iniziava il percorso che di lì a poco l’avrebbe fatta diventare un sex symbol planetario ed immortale. (“Et Dieu créa la Femme”, tradotto in italiano “Piace a troppi”) Brigitte Bardot è l’icona di un epoca che vive eterna in questi vicoli. Case color pastello sbattono i loro occhi languidi sul vecchio porto, dove il jet set si rincorre e torna, senza deformare quell’allure da villaggio antico.  Saint Tropez e’ il sogno: un acquarello dai toni caldi che ti avvolge come una coperta di Linus. Tra il profumo delle bougainville, dei gelsomini, delle ortensie e delle  olive che sanno di antico, e gli yacht futuristi che vanno oltre una normale immaginazione. Un mix tanto improbabile quanto perfetto.

 

Quai Jean Jaurès, il porto cittadino, e’ la cartolina da inviare a tutti, il cuore palpitante del villaggio senza età. Qui locali storici come il Sénéquier ti aspettano. Nato dall’idea geniale di un pasticcere di Cogolin ed una signora di Saint Tropez, che trasformarono un ex darsena in un lussuoso caffè. Siediti sulle rosse sedie da regista e unisciti alla folta folla che ti invita a fare lo Yacht-watching, sorseggiando un buon bicchiere di vino che verrà posato sul caratteristico tavolino triangolare. 


Tutti i VIP sono passati da qui: J.Chirac sorseggiava la sua Pina colada paciosamente seduto su queste sedie, e le Super Models, icone degli anni 90, da Kate Moss a Naomi Campbell venivano immortalate da Pierre, il fotografo del luogo che spuntava improvviso con il suo flash irriverente che imprimeva il momento furtivo di una smorfia. Oggi il figlio ha ripreso l’attività del mitico padre e va girovagando per il paese cogliendo l’attimo da stampare in bianco e nero per un memorabile ritorno alla gloria che fu. Fate un giro nel suo negozio (in una delle stradine che si inerpicano verso la cittadella) e, chissà, potrete trovare un vostro ritratto rubato in un tenero momento di contemplazione.

Saint Tropez e’ Harper’s Bazaar, Elle, Vogue, una copertina platinata che splende di luce propria dalle prime ore dell’alba, quando si spengono i riflettori di una notte di paillettes e corposi pescatori preparano il loro banco con pesci dagli occhi brillanti pronti ad imbandire la tavola più intransigente. E poi c’è lo Stile Saint Tropez, quella tavolozza rovesciata di un pittore distratto che riempie i negozi delle viuzze: le fantasie e la creatività svolazzano in sete e cotoni e chiffon pronti a coprire colei che sogna di lasciare il segno in un ambiente dove il guardare e l’essere guardati non è solo un gioco, ma il motivo per cui la gente viene qui.

Ma partiamo da una giornata tipo.

Se « il mattino ha l’oro in bocca », a Saint Tropez l’idillio inizia con la passeggiata attraverso il sonnecchioso centro, tra vicoli snodati in un reticolato perfetto, tra pallide case dipinte di grigio perla, di rosa, di beige, fino alla cittadella del XVII secolo con i suoi bastioni, da dove si ammira lo splendido golfo. Nell’aria glicini e oleandri, fino su, dove qualche scorcio mostra il blu cobalto del mare

 

 

Si scende verso il cimitero Marino che si affaccia malinconico sul mare, con le sue ghirlande di bougainville e le corone di fiori in ceramica dipinta  dai colori brillanti. Un angolo di quiete alle porte del villaggio incantato, dove ha deciso di riposare anche lui, Roger Vadim, che contribuì a far conoscere al mondo questo angolo di paradiso di cinquemila persone ( oltre dieci volte tanto in estate).

Tornando sul lungomare si entra nella magica atmosfera da film, attraversando la piccola spiaggia de la Ponche, una delle poche spiagge del villaggio, famosa anche per le riprese del film che lancio’ BB (E Dio creò la donna), e amata da Gunter Sachs, fino a sbucare sul porto, dove il riflesso del sole che proietta gli ottoni lucidi dei transatlantici privati vi farà  strabuzzare gli occhi.

 

 

Tutto è silente al mattino: solo i camerieri del Sénéquier  sono già in azione, per soddisfare quella clientela molto esigente che si stiracchia e ordina la prima colazione.

Ed ecco l’ora di scoprire l’anima di una Saint Tropez ancora antica, con il suo caratteristico mercato ittico ed i pescatori che mostrano i loro gioielli, frutti di una notte in mare, con l’orgoglio puro di appartenenza. L’entrata nel vicoletto, dopo Sénéquier e l’ufficio del turismo, verso Place aux Herbes e’ l’attraversamento di un’epoca. E, poco oltre, due sciccherie: il fruttivendolo, con i suoi prodotti esposti come una vetrina di Cartier e, dalla parte opposta un venditore di ostriche e gamberi, anche da gustare sul posto con un bicchiere di vino.

 

Le Petit Déjeuner, la prima colazione perfetta, vi aspetta anche da Sénéquier, ma se volete venire qui per l’aperitivo, al mattino vi consiglio di andare in Place des Lices e sedervi da La Tarte Tropezienne: croissant burrosi, marmellate naturali, pain au chocolat, quiche di verdure e formaggio di capra o morbidi omelette servite con profumate e croccanti baguette appena sfornate. E naturalmente la famosa Tarte Tropezienne, di cui parlerò più avanti.

Per raggiungere le spiagge dorate si deve prendere l’auto. Fuori dal presepe, in direzione Ramatuelle, si intravedono i vigneti che producono quel rose’ leggero e delicato che inaugura le serate. Le strade sono delle strette serpentine, che si snodano tra profumati pini mediterranei, dalla caratteristica forma ad ombrello. Sembra di entrare in mezzo alle cinquanta sfumature di verde, una full immersion in quella natura del Sentier du Littoral che porta alla mitica spiaggia di Pampelonne. In mezzo al verde, nascoste tra bougainvilliers e gelsomini e lavanda e pini marittimi, si  intravedono dimore da sogno. Anche lei, la divina BB, che ha scelto di chiudere il sipario e abbandonare le scene troppo presto, vive in questo paradiso: la sua Madrague è una villa pieds dans l’eau, un nido protetto dove i riflettori non entrano a disturbare una quiete da dividere solo con gli amati animali che hanno fatto breccia nel suo cuore. Alla sua morte, un Museo Memoriale permetterà di finanziare la fondazione in Difesa degli Animali, a cui la dolce Bardot sta dedicando la vita.

Le ville nascoste tra la natura sono dei veri rifugi: tante case provenzali con i colori pastello e le tipiche persiane blu. Le ville sono stare rinnovate, ma i materiali nobili restano per creare un universo contemporaneo che non dimentica il fascino del passato. Un ambiente selvaggio dove niente è lasciato al caso.

Qui si capisce perché Saint Tropez sia Provenza e Costa Azzurra: i colori, i cieli, le luci, le tradizioni della Provenza si mischiano con l’arte di vivere chic, che caratterizza la mitica Costa Azzurra. Un “espace naturel remarquable” : Cinque chilometri di spiagge di sabbia dorata. La lunga striscia di felicità è divisa in aree, tra spiagge modaiole, quelle per famiglie, per nudisti, per riposare. Chiunque qui trova il suo arenile ideale.

I parcheggi a pagamento sono tra piazzali polverosi e acciotolati e se siete fortunati troverete anche un posto sotto la tettoia. Ma non disperate, se la vostra Porsche luccicante o la vostra Ferrari fiammante si riempiono di polvere: un efficiente servizio di lavaggio riporterà il vostro gioiello allo splendore naturale.

Ed eccoci pronti ad affrontare la sfida più difficile: perdersi in mezzo a corpi perfetti (più o meno, anzi meno che più) naturali, esibire il look che sia in tendenza con la moda dell’anno, ma personalizzato, e creare quel mistero che fa sì che la gente pensi che il tuo arrivo sia via mare da uno dei tanti misteriosi yacht ancorati di fronte.

Le spiagge di Saint Tropez sono paillettes, glamour, celebrities….. un’effervescenza senza sosta, una babele linguistica che attraversa il verde kiwi della strada per raggiungere  il blu Matisse del mare

Ogni Spiaggia ha la sua peculiarità: Tahiti è l’eterna,  la spiaggia che accoglie una clientela fedele, che va e torna, in questo luogo che divenne famoso nel film Et Dieu crea la femme, e, da allora, continua ad essere uno dei fulcri della Saint Tropez che amiamo. Famoso anche il défilé con splendide fanciulle che sfarfallano tra i tavoli durante la colazione, mettendo in bella mostra gli splendidi vestiti della boutique.



 

 

Un po’ più avanti Moorea, anch’essa un pezzo di storia


 

 

Se si ama la sfrenata vita mondana, poco mare, alcool e musica a gogo, il Nikki Beach resta il posto dove indossare costumi scomodissimi, ma molto glamour, da mostrare stando allungati come i romani sul triclinio. I bianchi letti a baldacchino, intorno alla piscina, accolgono gli ospiti come in una conchiglia dorata. Tra massaggi e musica di tendenza, un ambiente molto giovane ed alternativo.

Il Club 55 è il ritrovo dei personaggi famosi: meno chiassosa, è la spiaggia più chic, che raccoglie anche ricche famiglie che arrivano sul molo di fronte con gommoni, dopo aver lasciato al largo lo yacht da sogno. Il quartier generale dello spettacolo, da sempre. Il ristorante è pieno, ed è necessario prenotare, se non vuoi pranzare nel tardo pomeriggio. Le crudité, verdure servite su un grande vassoio in sughero, da condividere tra i commensali sono un trionfo di colori e salute. Il tutto ritmato dalla musica di un gruppo live delicato, un quartetto che contribuisce a dare un tono in più a questo angolo di paradiso.


 

 

 

Il Byblos è la spiaggia più esclusiva. Appartiene all’ Hotel Byblos che si trova nel centro di Saint Tropez, un altro luogo leggendario, che ha accolto Mick e Bianca Jagger nel 1971 neo sposi. In anni recenti la sua suite migliore è stata “vestita” dalla immensa Rosita Missoni: risultato, un trionfo di colori, non per tutti!

Accanto La Serena, dove le tonalità del bianco e del turchese dell’arredamento si sfumano nei colori della sabbia, del mare e del cielo


Le spiagge per nudisti e quelle libere si alternano a lidi a pagamento, in questa baia da cartolina.

La Bonne Terrasse è uno scrigno, una baia bellissima, con una spiaggia libera. Non è sabbiosa come la prima parte di Pampelonne, ma i colori del mare vi conquisteranno. E poi fatevi venir fame, perché qui siete Chez Camille, un ristorante storico, famoso per la Bouillabaisse. Il locale e’ stato ristrutturato recentemente, ma i pentoloni di rame all’ingresso con il delicato profumo di fumetto sono rimasti. Un’atmosfera old-new-chic. Sicuramente il mio ristorante preferito della zona, perché ha una location straordinaria ed un cibo assolutamente all’altezza.


La Plage de l’Escalet è l’ultima, in fondo, nascosta tra il Cap Taillat e il Cap Camarat. Non è adatta ad i pigri. Una serie di cricche, tra scogli e sabbia, dove i colori del mare raggiungono l’apoteosi. Occorrono una calzatura di buona fattura e la voglia di scarpinare, ma, si sa, il paradiso non è per tutti. Tra cactus e pini verdeggianti, con il canto sontuoso delle cicale, i colori violenti di un mare che lambisce le rocce immacolate, arrotondate da una dolce erosione, sembrano usciti da un acquarello che fa pensare ai Caraibi. Questa è una delle pepite nascoste ai flash.

 

Un consiglio: tornate sulla spiaggia di Pampelonne, la sera, quando i riflettori sono spenti e la folla si è spostata nel paese. Il nastro di sabbia dorata sotto il sole e argentato sotto la luna, ritrova il suo fascino selvaggiamente originale. È l’ora dei bilanci dopo una giornata tra sguardi nascosti da ampi cappelli e pettegolezzi internazionali rubati a bagnini spioni. I “tombeur de femme” si riposano prima di iniziare la caccia  e le sognatrici dello Star system tirano fuori creme al silicone e idratanti volumizzanti prima di entrare in scena.

È l’ora dello shopping ed il dedalo di vicoli del villaggio si anima. Per un look Tropezienne occorre sbirciare tutti i negozietti che si susseguono. Alcuni sono storici, come Rondini, creatore dei mitici sandali tropeziennes, prodotti artigianalmente, che hanno vestito i piedi abbronzati di tantissime Star del mondo intero. La pelle proviene dalle stesse concerie di Hermes. Molto chic nell’outfit riviera, magari da abbinare alle borse di paglia.

 

Poco lontano la Cappelleria Victor, dove gli Steston e i Panama strizzano l’occhio ai  cappellini di rafia o di paglia.


 

Lo stile Hippy très chic, con abiti dai colori del sole e del mare, della foresta e della giungla, del deserto e della campagna. In realtà si dovrebbe parlare di stile Tropezien, perché è unico e indescrivibile.


 

 

E poi, l’ arte della decorazione della casa: molti negozi a Saint Tropez sono specializzati in arredamenti che mischiano il fascino retrò – vintage a materiali nuovi. Gallerie design con pezzi unici che daranno un tocco di personalità ad un ambiente normale. Legno, corde, ceramiche, e poi tessuti e stampe.


 

Marinette è una caverna di Ali Babà: dalle tovaglie alle tende, dai cuscini alla creazione della tavola perfetta, il negozio è un’istituzione, quasi un museo con opere d’arte realizzate da provetti sarti e designers.


 

E poi si torna sul porto, dove si ritrovano bravi pennelli impressionisti e fauves, che ritraggono gli yachts da capogiro o le case di cipria del porto o quelle verso le spiagge decorate da caprifogli artigliati.
« Lusso, calma e voluttà » (H. Matisse)

 

Ma c’è un posto che richiama turisti da ogni dove, il martedì ed il sabato mattina: il mercato provenzale di Place des Lices. Questo è veramente « the place to be ».

All’ombra dei platani centenari, banchetti di colorate verdure di stagione si alternano a banchi di profumata lavanda. Qui l’ultima collezione della stilista più di tendenza, è accanto all’intrecciatore di borse di paglia con il logo del villaggio, al venditore di odorose olive, al creatore di costumi da bagno, al produttore delle mitiche tovaglie provenzali, a chi propone trecce di aglio, dai colori unici. L’ambiente è particolare, con le specialità provenzali che fanno venire l’acquolina in bocca: dalle quiches, alle verdure ripiene, ai formaggi  odorosi da appoggiare su croccanti baguette, al paté di olive, fino alla mitica torta Tropezienne. E per gli amanti del vintage, una parte del mercato è preziosamente dedicata a banchi che vendono l’usato, non per tutti. I bauli di Louis Vuitton e le preziose borse di Hermes: chissà quante storie avrebbero da raccontare! E poi pittori e venditori di stampe  e collezionisti di gioielli antichi.


 

 

Un vecchio trombone lucidato a festa, accanto a bambolotti degli anni 70, meravigliosamente liftati e le famose candele che rappresentano i luoghi sacri del paese.

 

 

Peccato che il mercato sia aperto solo fino alle 12:00, perché, come Pinocchio nel Paese dei Balocchi, non si vorrebbe lasciare mai.

Per chi, purtroppo, non capita a Saint Tropez il martedì o il sabato, nessun problema: il giovedì mattina c’è il mercato di Ramatuelle, a qualche chilometro dalle spiagge, nel delizioso villaggio arroccato, che merita comunque una visita. Certo, è un mercato in miniatura rispetto a quello di Saint Tropez, ma troverete comunque qualche chicca e tutte le prelibatezze provenzali.


 

 

Place des Lices è uno splendore sempre, sia quando i ristoranti si addobbano per accogliere il turista in un ambiente bucolico, sia la sera, quando gli abitanti si incontrano per giocare a bocce (la famosa « pétanque »). In passato anche il grande produttore musicale francese Eddie Barclay (che aveva casa a Saint Tropez) sempre di bianco vestito, si dilettava in questo sport, proprio qui, circondato da belle donne e tanti amici.


 

Per un tuffo nel passato, in quella cultura intellettuale delicata e affascinante, immancabile un salto all’Hotel de la Ponche, nel quartiere abbarbicato della città vecchia con terrazza vista mare. Il più piccolo degli hotel  5 stelle della zona, un gioiellino che è l’essenza stessa di Saint Tropez.

Francoise Sagan, Juliette Greco, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir tra altri, hanno varcato la soglia di questo Hotel e vissuto l’atmosfera intima e raffinata di questo angolo della vecchia Saint Tropez, con il mare e la spiaggia ai piedi, in una posizione privilegiata. Il  ristorante, molto raffinato, è stato per anni il punto di ritrovo dell’intellighentia parigina, di letterati ed artisti. Forse con l’arrivo del turismo di massa l’atmosfera è cambiata, ma mi piace pensare alle parole di Francoise Sagan, che ogni volta che tornava, dalla finestra della camera n.19 guardando il mare diceva: « lo stesso mare, lo stesso blu, lo stesso rosa, la stessa felicità »


 

 

In Place Des Lices, l’ex Maison Blanche ha cambiato nome, diventando White 1921: una decina di camere meravigliosamente in stile epurato, minimalista, con la forte presenza del bianco immacolato che la personalizza. Un’atmosfera intima, in questa splendida casa che sa di dimora famigliare. Nel giardino mediterraneo un bar aperto a tutti dove bere un kir royal respirando il profumo dei gelsomini in fiore. Ed ha appena aperto (il 25 giugno 2020) il nuovo ristorante To Share, che nasce dall’alchimia di due amici, l’artista Pharrell Williams e lo chef Jean Imbert, che proporrà un menu street food elegante e conviviale, e perché no….pop, perché l’amore per il cibo che cos’è se non condivisione? Tanto per chiarire, il locale appartiene al gruppo LVMH, un marchio di garanzia di lusso.

 

Per un budget più basso, dietro la piazza c’è l’Hotel des Lices, un 4 stelle rimodernato recentemente e diventato una vera chicca. Posizione top, soprattutto se si considera che ha un parcheggio ed una piscina. Io ero stata qui vent’anni fa e ci sono tornata ora. Con il suo nuovo look, ho ritrovato l’atmosfera passata con un tocco in più ed ho amato molto il mio soggiorno


 

À Saint Tropez l’aperitivo è il rituale cui nessuno può desistere.

Seduti al Senequier che è un continuo set di un film, o al Cafe’ de Paris o altri bar del porto, un bicchiere di Rosé o un kir royal e lo sguardo che corre rapace tra gli splendidi yacht, gli irriverenti catamarani ed i maestosi velieri che coabitano lo spazio per creare un quadro da sogno, facendosi baciare da un Mistral che qui è in smoking.

 

 


 


A proposito Senequier è famoso anche per il suo gelato fatto in casa, una dolcezza ….

Una chicca, anzi, la chicca del porto è l’Hotel Stube, un antico ambiente molto British con le sue  grandi poltrone di pelle. Frequentato dai veri lupi di mare. Ma il gioiello è il suo balcone, con solo 7 tavolini al primo piano. Per i pochi fortunati che riescono ad aggiudicarsi il posto, il premio è una veduta dall’alto di tutto il porto.

 

 

Ed è giunta l’ora di placare quel languorino della lunga giornata tropezienne

L’ Auberge des Maures ha un ambiente “chic, décontracté “ : un’oasi di pace in una vecchia casa di uno stretto vicolo cittadino, décor provenzale incantevole, dove gustare i prodotti del territorio, e sentire i profumi della Provenza . All’arrivo viene portato un piattino di lenticchie all’olio di oliva, ed alla fine un liquore di melone fatto in casa. Un tempio della gastronomia locale, che ha visto passare molti personaggi famosi. David Niven disse: “ici les loups ne sont pas méchants”, un gioco di parole, letteralmente: “qui non sono cattivi. Chi? “Les loups” …. in francese questo termine indica sia i lupi che i branzini! Perché qui il pesce è straordinario, semplice,  con l’aggiunta delle erbe della Provenza che ne risaltano il profumo. Si, perché qui si respirano il lauro, lo zafferano, il timo e l’odore delle viti.


 

 

A Saint Tropez il lusso è onnipresente. In un’antica casa di campagna, una « bastide » in pieno centro, con un giardino dove inebriarsi dell’aria che profuma di timo, entra in scena la Haute Couture di Dior. Il profumo del pellame , lo splendore dei gioielli, e l’ultima collezione fanno il loro spettacolo. Dopo tanta bellezza, non resta che sedersi nel meraviglioso giardino e lasciarsi trasportare da un menu che fa il giro del mondo. Come dire da Dior: Noblesse oblige

A proposito dei Grandi Maestri della Moda, una piccola parentesi. A Saint Tropez sono loro che si sono aggiudicate alcune tra le più belle Bastide del luogo. Chanel ed Hermès espongono le loro collezioni in case da sogno

 

 

Tornati al porto, i ristoranti si susseguono.

La Petite Plage è stupenda, con il pavimento ricoperto di sabbia bianca, ed il soffitto di bouganville. Tutto l’arredamento è curato, dalle panche con soffici cuscini colorati ai lampadari e gli specchi che giocano con la splendida luce naturale che filtra creando un’atmosfera quasi fiabesca.

 


 

 

Accanto l’Italien, con i suoi ulivi che creano un’atmosfera bucolica : molto bello, rustico-chic, ma non posso giudicare la qualità del cibo non avendoci pranzato.

 

 Le Girelier, ambiente raffinato, ed elegante, anche questo vista…yacht!

 

 

E poi Le Quai, non solo ristorante, ma spettacolo e musica fino al mattino

 


Se amate la Steak Tartare, c’è un posto mitico, sempre sul porto Jean Jaurès, un luogo grezzo, il tipico bistrot d’altri tempi, che non è mai cambiato. All’epoca d’oro era aperto 24 ore su 24 ed era anche il luogo dove BB ed i suoi amici venivano a bere il bicchiere della staffa, dopo una notte di musica e balli….come dire il posto dell’ultima risata prima di lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo. Il proprietario racconta di quando,  fine anni ‘80 (lui era poco più che diciottenne) all’alba vide parcheggiare di fronte al locale, una cinquantina di Harley Davidson, capitanate dal Mito, l’ineguagliabile Star della musica, Johnny Halliday, che aveva appena finito il suo concerto a Fréjus. « Fu l’incontro magico, il sogno, che si avverava, perché Lui, il Grande, era lì, nel mio bistrot ». Oggi resta il piccolo locale dove gustare una deliziosa steak tartare, con patate croccanti fuori e morbide dentro, sorseggiando un vino in caraffa, in un ambiente poco snob, ma molto genuino.

 

E se cercate un ristorante più intimo, lasciate il porto e ritornate a percorrere quelle viuzze della vecchia cittadina della vostra passeggiata mattutina, che di sera si animano. Tra i vicoli acciottolati così perfetti da sembrare nuovi, non  avete che l’imbarazzo della scelta. Sulle stradine in salita, nelle piazzette fiorite, negli angoli più impensati, accanto ad atelier di artisti, piccoli tavolini vengono addobbati per accogliervi in un’atmosfera romantica da paese delle fiabe. Perché vi assicuro, ci vuole poco a sentirsi principesse.

 


 


Un ristorante che amo è il Caprice Des Deux, con il famoso fois gras con cipolle caramellate. Si trova in una stretta strada pedonale e lastricata.

 

Se vi siete innamorati di quel vino tipico, le Côte de Provence che qui scorre a fiumi, subito fuori città sulla strada Route des Plages,  che porta verso casa, poco lontano dai vigneti, Chevalier  Torpez, e’ il nome della cantina storica fondata nel 1908. Nel 2019 è stato inaugurato un grande negozio enoteca dove degustare la produzione locale e ripartire con casse di vino da regalare o consumare convivialmente con gli amici che vi verranno a trovare per conoscere gli ultimi spetteguless del posto più vip al mondo. La produzione maggiore è il famoso rose’ ma potrete anche trovare vini rossi e alcuni bianchi, provenienti da Vermentino, Grenache, Syrah e altri vitigni

Non si può essere stati a Saint Tropez senza aver provato la dolcezza vera, la Regina, la Tarte Tropezienne, inventata da Alexandre Micka, una spessa e morbida pasta brioche riempita di una crema la cui ricetta è segretamente conservata come quella della Coca-Cola. Due negozi “La Tarte Tropezienne “ hanno il marchio di fabbrica, e nei giorni del mercato il loro banco viene preso d’assalto.

 

Luogo leggendario di Saint Tropez da decenni, Les Caves du Roi sono la tappa obbligata per chi ama la vita notturna e vuole davvero entrare nel mood di Saint Tropez. Per vedere ed essere visti, sempre che si riesca a oltrepassare il rigido sguardo di corpulenti buttafuori che decidono se puoi far parte della cerchia degli eletti.

Una curiosità: se volete essere dei veri Tropeziennes, non dovreste girare in città con una “banale Ferrari o una Lamborghini”. Lo stile Tropezienne è ben altro: una Skelette di Rattan o, ancor meglio, la Mini-Moke, che,  concepita nel 1964 dall’Armata Britannica, ha lasciato il nebbioso nord per trasferirsi qui e lasciarsi coccolare dal sole e dal Mistral. “So chic, so charming”: il vento nei capelli ed i polmoni che ringraziano. (Per info potete noleggiarla a Grimaud).

 

 

Il 29 settembre 2017 è stata inaugurata, davanti al musée de la Gendarmerie et du Cinéma, la statua dedicata a BB, colei che con la sua bellezza e forte personalità ha contribuito a creare il mito di questo paesino addormentato. Una scultura in marmo, in place Blanqui, per Lei che ha capovolto la storia della Bella Addormentata nel bosco. Si, perché è Lei, che con il suo sensualissimo mambo, ha fatto fremere i cuori di tutti gli uomini ed incuriosito quelli delle donne, che sono corse e continuano a venire in questo luogo, sperando di riuscire a imitare l’inimitabile.

 

 

E poco importa se lei, la Divina, intervistata da Paris Match nel 2010 disse: « La mia Saint Tropez è finita, questa cittadina che ho adorato, è diventata una gigantesca boutique di lusso per miliardari. Io ho avuto la fortuna di conoscere un delizioso porto pieno di fascino. Oggi non lo riconosco e ne voglio stare fuori ». Così come Gunter Sachs, che, anche dopo il divorzio da BB continuò a trascorrere qui estati bollenti , dando materiale ai divoratori di rotocalchi con la sua vita trasgressiva e, pochi anni prima di suicidarsi (nel 2011),  proprio di Saint  Tropez disse: « il più fiorente e splendido mercato di carne umana che si conosca »

 

 

Saint Tropez scivola via, ma una cosa è certa: un pezzo del mio cuore è la, ed è per questo che devo tornare in questo luogo spesso, per ritrovare una parte di me stessa

2 pensieri riguardo “Saint Tropez, oltre il mito

  • 4 Luglio 2020 in 00:21
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    Grazie Lauretta, i tuoi articoli sono sempre meravigliosi, scritto benissimo e permettono di conoscere luoghi interessantissimi, non conosco bene Saint Tropez ma il tuo articolo mi ha fatto venire una gran voglia di andarci subito!

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    • 5 Luglio 2020 in 13:11
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      Grazie mille Mara.Per me Saint Tropez è “un pezzo ‘e core!” e ci torno sempre con affetto. Sono certa che piacerà anche a te

      Rispondi

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