Giappone (quarta parte): le isole di Yaeyama

All’estremità sud-ovest del Giappone, vicino al tropico del Cancro, proprio di fronte a Taiwan, sorge un arcipelago decisamente seducente, lo Yaeyama-shoto, che comprende 2 isole principali e 17 isole minori. Ishigaki Jima è raggiungibile da Tokyo con un volo diretto di tre ore e mezza. Sperdutamente felici nel mar Cinese orientale, le isole sono famose per lo snorkelling e le immersioni, ma anche per la varietà del paesaggio, che comprende anche giungle subtropicali incontaminate.

Ishigaki è proprio così, un Hawai d’Oriente, che alterna spiagge da favola a coste frastagliate, dove perdersi in sane meditazioni che aprono la mente ed il cuore. Le spiagge più belle sono sulla costa occidentale. Ecco il luogo magico per eccellenza: Kabira Bay, un vero spettacolo di madre natura. Una baia, dove il mare dai forti toni turchese e lapislazzuli, bacia isolotti di un verde abbagliante.

 

 

Una baia bella anche in una giornata dal sole alternato a nubi. Luogo di partenza per giri turistici, come il battello con fondo di vetro per osservare la barriera corallina 🪸 o fare snorkelling.

 

 

A Ishigaki si può mangiare la meravigliosa carne di manzo del luogo.

Prenotate, con largo anticipo,  da Ishigaki beef Maru.  Simile alla carne di Kobe, è una prelibatezza, forse la migliore carne che abbia mai mangiato in vita mia.

 

 

 

Vicino alla baia di Kabira, c’è un chiosco gestito da una bella coppia giovane ed intraprendente. Il loro hamburger di carne di Ishigaki è una delizia per il palato, uno Street food da Oscar.

 

A pochi metri, un altro chiosco, gestito da due ragazze,  propone ottimi frullati di frutta: quello al mango è molto buono.

 

 

A proposito di specialità locali, le pasticcerie vendono dei dolci fatti con le patate viola, in varie versioni: delle vere golosità.

Chi viene a Ishigaki non può non andare a Yonehara, una bella e lunga spiaggia sabbiosa. Anche qui non ci sono strutture.

In zona c’è anche un curioso museo a cielo aperto con grandi sculture, che rappresentano gli spiritelli locali, qui in versione gigante.

 

 


Ma se volete vivere in un posto fuori dal mondo, vi consiglio di prendere un traghetto da Ishigaki  jima per Taketomi-jima. In soli quindici minuti di traversata, l’atmosfera cambia e vi troverete dolcemente immersi nella cultura delle Ryukyu, quella catena di isole che formano l’arcipelago che separa l’Oceano Pacifico dal Mar Cinese Orientale. Un ritorno al passato, in un villaggio rimasto con le case tradizionali, con i tetti di tegole rosse e arancioni, sbiancate dal sole ed i muri in pietra a secco, che delimitano il vicinato.

 

 

 

E poi gli shiisa, i buffi spiritelli, guardiani delle case. La bocca aperta serve a scacciare gli spiriti cattivi, quella chiusa per trattenere gli spiriti buoni.

 

 

Ogni forma di modernità è bandita dall’isola: strade fatte di corallo frantumato, pochi negozi. L’isola, lunga 3 chilometri e larga 2 chilometri, può essere girata a piedi o in bicicletta.

Ma c’è anche un tour organizzato a bordo di un carro trainato da bufali indiani, che si possono poi anche osservare, paciosi, all’ombra, con lo spruzzino d’acqua che tanto amano.

 

 

 

 

La spiaggia di Kondoi è bellissima, sabbiosa, ed inserita in un meraviglioso contesto di natura incontaminata. Non ci sono strutture, tutto è intonso. Troverete solo un furgoncino, con un signore che affitta ombrelloni ⛱️ e vende bibite.

 

 

 

Le giapponesi ci tengono molto allo loro pelle chiara e cercano di ripararsi il più possibile   dal sole

 

 

La passeggiata verso il paese è in mezzo ad alberi e fiori, sui quali si posano farfalle colorate, che sbattono delicatamente le ali della felicità.

 

 

 

 

Verso sera, quando il turismo giornaliero se ne va, vivrete la magia di un’atmosfera ovattata, il luogo ideale per sognare ad occhi aperti. Ho trascorso due notti sull’isola, tra i cricri dei grilli ed il gracchiare dei corvi. Ma la cosa più bella qui è il cielo: nel silenzio della notte, gli occhi rivolti in alto, su un tappeto puntinato da miliardi di astri. Happy dreams!

L’unica cosa importante che deve sapere chi si avventura sull’isola, è che i ristoranti chiudono nel tardo pomeriggio, quando parte l’ultimo traghetto delle 17:30. Quindi, se si rimane sull’isola, occorre tassativamente prenotare almeno il giorno prima, in una delle pochissime guesthouse che preparano la cena. Ho avuto la fortuna di conoscere due ragazzi di Nagano e siamo stati invitati da una coppia di ottuagenari del luogo nella loro casa. La signora ci ha preparato il piatto locale: carne di maiale cotta con la papaya e insalata di papaya del giardino, condita con una salsa casalinga: ottima. Il tutto innaffiato dall’awamori, il forte sakè locale (30 gradi!).

Tornando, un po’ barcollante, verso la Guesthouse, sentivo lo scricchiolio dei miei piedi sulla strada fatta di pezzetti di corallo frantumati ed il profumo dei fiori, ed il lieve vento che trasporta qualche foglia intrisa di piccante salsedine. Ed all’improvviso mi viene in mente la poesia di Trilussa “la tartaruga” :

Mentre una notte se n’annava a spasso,
la vecchia tartaruga fece er passo più lungo
de la gamba e cascò giù
cò la casa vortata sottoinsù.
Un rospo je strillò: “Scema che sei!
Queste sò scappatelle che costeno la pelle…”
“lo sò” rispose lei “ma prima de morì,
vedo le stelle”.

 

A 45 minuti da Ishigaki, con un piccolo traghetto ad alta velocità, si raggiunge l’isola di Iriomote. Pur essendo la più grande delle isole di Yaeyama, è anche uno dei luoghi più selvaggi del Giappone, con la maggior parte del territorio ricoperto da una fitta foresta. Questo è l’habitat del gatto Iriomote, una specie di gatto leopardo in grave pericolo di estinzione.

Un’escursione in battello porta in mezzo alla giungla, tra mangrovie incontaminate.

Molto divertente anche un giretto in kayak.

 

 

L’organizzazione è impeccabile. Ho prenotato un biglietto dell’autobus per spostarmi da una zona all’altra dell’isola e mi sono trovata questo: Il numero di posto assegnato con il mio nome. Come vedete,  ero l’unica straniera.

 

 

La strada attraversa panorami bellissimi, dalle risaie a foreste di un verde intenso.

 

 

A nord est c’è la piccola isola di Yubu, separata da una lingua di sabbia poco profonda. La si raggiunge su un carro trainato da un bufalo. La guida si diletta suonando il Sanshin, un antico strumento a corda e cantando una canzone tradizionale.

 

 

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Yubu è splendida. La spiaggia e’ selvaggia.

 

Purtroppo  vedrò delle bottiglie di plastica, arrivate chissà da dove, anche perché le spiagge  non sono protette, e poco balneabili, anche perché infestate di meduse, nei mesi estivi. Per il resto, le stradine di sabbia sono in mezzo ad una natura intonsa ed i fiori  e le splendide farfalle colorate saranno la ciliegina sulla torta, che renderanno l’atmosfera decisamente bucolica.

 

 

Ritorno a Ishigaki, l’ultima passeggiata in città guardando quelle vetrine che ricordano Saint Tropez.

 

Ho dedicato la mia ultima settimana in Giappone a queste straordinarie isole, ed è stato idilliaco, perché credo sia il luogo perfetto dove riposarsi dopo tre intense settimane, saltellando per il lunghissimo paese, rincorrendo i veloci Shinkansen 🚅 ed i ritmi frenetici di uno dei popoli più accoglienti del mondo.

Un proverbio giapponese dice che Dio abita in un cuore onesto.

Ed è tempo di lasciare questo paese così pieno di contraddizioni che convivono serenamente. il sovrappopolamento e l’high tech di Tokyo, abbracciano una Kyoto molto zen e spirituale. Da una parte le ombre di samurai e ninja, che sembrano apparire nei castelli feudali, dall’altra la natura incontaminata e rude nell’isola di Hokkaido. Un cuore che batte a ritmo veloce nella frenetica vita delle metropoli e poi si rilassa, nei templi buddisti e negli onsen, dove il corpo e l’anima si fondono. Sembra tutto così straordinariamente perfetto ed armonico.

Ma sono convinta che non sia cosi, questo non è il paese di Bengodi. Il grande enigma rimane, perché qui nessuno si lascia scappare la verità. A questo punto, non potendo sapere di più, ufficialmente, porgo una semplice domanda, alle uniche persone che sono quasi evaporate, quando ho cercato di avvicinarmi.

“La risposta sarà nell’arte della conversazione, così sottile e confidenziale delle geishe, le fanciulle eteree e sfuggenti? Saranno loro le uniche tenutarie di quel segreto che non va svelato?”.

Arrivederci Giappone

Sayonara!

Vi lascio con la mia carrellata di personaggi del teatro della vita, e volo in Corea del Sud

 




 

 

 

 

6 risposte

  1. Che bel viaggio ! Si, il Giappone ti intriga, ti entusiasma, ma ti sfugge, ecco forse il perché del suo fascino.
    Buona Corea.
    Un abbraccio
    F

  2. Ce blog est merveilleusement généreux et tellement bien fait … j’espère qu’au Japon certains y ont accès pour qu’ils voient à quel point tu les mets en valeur sous tous leurs différents aspects si méritoires …
    Je me demande comment tu as fais pour ne pas rester davantage dans ce paradis du sud Japon ..
    MERCIII … j’aurais adoré faire cette traversée des terres et de l’eau à bord de cette carriole tirée par buffle splendide de force et de douceur , avec en prime la guide qui performe de son instrument ..bravooo

    1. Merci beaucoup Jo de ce magnifique commentaire. Je suis très heureuse quand j’arrive à transmette mes sensations/émotions d’un voyage. Encore un grand merci

    1. vi ringrazio molto per il commento! Queste sono le soddisfazioni più belle della condivisione tramite la scrittura.

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