Giappone (prima parte – Tokyo e dintorni)

 

Se vi sembra strano prendere un treno e sapere che, non solo parte di sicuro, ma arriverà puntuale

Se vi sembra strano chiedere quante fermate di treno dovete fare per raggiungere il luogo “X” e vi viene invece detto l’ora esatta di quando dovete scendere, perché qui la puntualità è quasi una certezza (un ragazzo mi ha detto: “signora, deve scendere alle ore 13 e 41” ) 

Se vi sembra strano girare in una metropolitana grande come un paese e non vedere un pezzo di carta per terra

Se vi sembra strano sedere su una metro molto affollata, per ore,  e non sentire una mosca volare. Vedere centinaia di persone che guardano il cellulare, ma nessuno squillo fastidioso e nessuno che parla al telefono. 

Se vi sembra strano, nelle frenetiche ore di punta, fermare un passante che sta andando al lavoro, impeccabile nel suo abito da ufficio e la ventiquattr’ore, chiedere informazioni e vederlo appoggiare la borsa per terra, tirar fuori il cellulare, consultarlo e poi dare indicazioni precise su come fare o addirittura accompagnarti, e,  alla fine, prima di accomiatarsi, sentirsi ringraziare e ricevere da parte sua anche un bell’inchino, straordinario segno di rispetto nei confronti del prossimo!

Se vi sembra strano, in una città di 13 milioni di abitanti, entrare nella metropolitana nell’ora di punta e vedere le persone in una lunghissima, ordinata fila per salire sul prossimo vagone, senza spinte e in rispettoso silenzio

 

Se vi sembra strano entrare in una toelette pubblica, gratuita, pulitissima, e trovarsi davanti un oggetto di ingegneria. Tavolette del wc riscaldate, e tutta una serie di pulsantini, che possono essere usati a piacimento secondo i propri bisogni: getto d’acqua proprio lì, dove a volte sollazza rinfrescarsi, da aggiustare, secondo la pressione desiderata. E poi la musica, con il volume regolabile, perché, chi è in coda, non debba tapparsi le orecchie, sentendo lo sforzo del momento del bisogno.

 

Se pensate di lasciare la mancia ad un cameriere e vi viene detto, educatamente,  che questo gesto non è ben visto

Se vi sembra strano che esista un paese dove non si dice “ti amo” (perché la gente pensa non si debba esprimere il proprio amore, anche in privato)

se vi sembra strano trovare dei parcheggi per gli ombrelli

se vi sembra strano trovare dei distributori automatici che, non  vendono solo bibite, calde e fredde, ma anche cibo, come fette d’ananas o pezzi di mango, pronti  per essere gustati


 

Se vi sembra strano vedere dei bambini che tornano da scuola rigorosamente da soli, dopo aver attraversato mezza città

 

 

Ebbene, se tutto questo vi sembra strano, vuol dire che non siete mai stati in Giappone, quel paese che, come dice una mia amica, è « Un altro pianeta, affascinante, incomprensibile, ammirevole, anche spaventoso ». Un luogo dove le tradizioni secolari convivono con una vita estremamente moderna e molto frenetica.

Il mio viaggio durerà un mese, compresa una settimana di relax sulle isole dell’estremo sud, di fronte a Taiwan, a circa tre ore e mezzo di volo da Tokyo.

 

 

 

Ed eccola Tokyo, con un’area metropolitana di oltre 37 milioni di abitanti ed un centro città di 13 milioni, un vero alveare, con laboriosi abitanti che si spostano come un ordinato sciame. È decisamente più rumoroso un nostro piccolo paesino di campagna, perché qui, in Giappone, ognuno rispetta i codici della buona educazione, fino all’eccesso.

Entrando in un qualsiasi locale, o ristorante sarete accolti da un “irasshaimase”, più di un benvenuto, un vero e proprio “grazie per essere qui” : arriverà da un coro, con le vocine stridule delle ragazze da sottofondo.

Tokyo è l’incognita della metropoli, ma la certezza dell’ordine e della sicurezza, cosa che dovrebbe essere normale, ma, purtroppo, è diventata straordinariamente rara.

Per un primo assaggio del paese ho scelto la zona di Odaiba, per provare subito l’efficienza ed il rapporto con il futuro.

La baia artificiale è facilmente raggiungibile con un treno sopraelevato automatizzato: un po’ come andare sulle montagne russe, senza discese e salite.  Dai finestrini scorre lo skyline dei grattacieli, così proiettati verso il futuro.

 

 

 

 

E poi appare lei, non particolarmente bella in una giornata grigia, ma interessante.

 

 

Le famiglie si ritrovano ai bordi della spiaggia e consumano il loro picnic ordinatamente, mentre i bambini giocano con la sabbia e con i pupazzi sulle panchine e mangiano zucchero filato.


 

Non esistono cestini per la raccolta dell’immondizia, ma è tutto pulitissimo. A questo proposito, pare che in molti luoghi ci sia ancora una certa reticenza a mettere i cestini per i rifiuti, dopo l’attentato con il gas nervino del 1995.

La gente festeggia, anche il compleanno del cane (ci sono molto animali di compagnia, nel parco) poi incarta, pulisce e si porta a casa i resti della giornata, tutto con una serie di gesti ordinati e meticolosi: che grande esempio di civiltà!

 

 

I poveri fumatori sono relegati in un angolo della passeggiata: per il resto è severamente vietato fumare in pubblico.

 

 

 

Una breve camminata porta davanti ad una copia della Statua della Liberta’.

 

Poco oltre, un esempio di tecnologia giapponese: la statua gigante di Gundam, 19,7 metri di altezza. Il robot si trasforma, muovendo le sue articolazioni ed emettendo luci che fanno restare i bambini a bocca aperta.

 

 

 

Un’altro giro ed eccoci a Ginza, l’elegante quartiere della capitale.

 

 

Il passeggio è tra le boutique dei marchi più prestigiosi ed eccellenze locali, con vetrine divinamente addobbate.

 

 

La tradizione si mischia alla modernità ed alla stravaganza, in una strada dove si va per vedere e farsi vedere.

 

 

 


 

 

 

Luccicanti shopping center e lunghe code per cercare di accaparrarsi un oggetto, simbolo dell’Europa ricca e della tanto amata moda occidentale. 

 

 

 

 

La stazione centrale è l’ennesimo esempio di bellezza senza età, così ben incastonata tra grattacieli e luci che ne esaltano il fascino.

 

Le stazioni in Giappone sono per me il luogo che meglio mostra lo stile di vita del paese. Qui si incontrano le giovani donne e le coppie in abiti tradizionali, accanto a coetanei con vestiti e tagli di capelli usciti dall’ultima sfilata,

 

 

 

 


 

 

 

Tokyo è immensa, complessa e composta al tempo stesso, una follia razionalmente ordinata.

Milioni e milioni di persone che si muovono quasi al ritmo di un robot teleguidato. Ricordate quello strano incrocio che appare nel film “Lost in Translation?”. Immaginate una versione esotica di Times Square di New York , con giganteschi schermi televisivi sulle facciate degli edifici che trasmettono divertenti storie animate in 3D.

 

 

 

E poi strisce pedonali, una delle quali attraversa in diagonale il centro dell’incrocio stesso. Benvenuti a Shibuya, un caos ordinato o disordine creativo, dove il traffico veicolare è completamente fermo per 55 secondi per consentire alla massa di persone di attraversare l’incrocio in modo sicuro.

 

 

 

Accanto all’entrata della stazione, in una piazzetta, la statua del cane Hachiko è diventata un’attrazione. La gente si mette in fila per un selfie

 

 

 

Per un tuffo nel passato, andate a passeggiare ad Asakusa, il quartiere celebre quando Tokyo si chiamava ancora Edo.  Passate la porta che vi porterà al Tempio Buddhista Sensoji e lasciatevi immergere nell’atmosfera sacra del luogo, seguendo quella leggenda che parla di due fratelli che pescarono nel fiume Sumida una statua della dea Kannon. Correva l’anno 628. I fratelli cercarono invano di rimettere la statua nel fiume, ma questa ritornava sempre a loro. Per questo il tempio le fu dedicato, alcuni anni dopo e divenne il più antico tempio della città.

 

Il percorso verso il tempio attraversa una via di piccoli negozi di souvenir.

 

 

Mettetevi in coda davanti al tempio e ammirate la bella pagoda.

 

 

 

 

Ma, per uno scatto con l’atmosfera della vecchia Tokyo, vi consiglio di appostarvi vicino al ponticello. Coppie, amiche, famiglie, vestiti con abiti tradizionali, si fermano per una foto  in un luogo magico.

 

Tokyo è una città di contrasti, con  grattacieli antisismici dalle brutte forme e aree verdi immense, dove riscoprire quartieri a misura d’uomo. A pochi passi, il fiume Sumida scorre tra nuovo e vecchio, e, dalla sponda opposta, appare la Tokyo Skytree, 634 metri di ingegneria, da dove si gode la migliore vista della città.

 

 

 

 

 

 

Il parco Ueno è uno dei più bei polmoni verdi della città, particolarmente suggestivo nel periodo dell’Hanami (letteralmente “guardare i fiori”). La fioritura dei ciliegi è una tradizione per il popolo giapponese. Per questo si studia in anticipo l’itinerario con i giorni di fioritura. C’è un vero e proprio calendario dedicato a questo evento, che ha luogo tra marzo ed aprile. Il fiore del ciliegio è simbolo di fragilità e brevità, ma anche rinascita, e per questo rappresenta la bellezza e la caducità della vita. Le famiglie si riuniscono in parchi o luoghi di aggregazione e festeggiano, anche con gli amici, questo momento così fugace e catartico al tempo stesso.

La bellezza del parco e’ lo straordinario contrasto tra il risveglio della natura ed i brutti edifici di cemento che diventano quasi sculture riflesse nelle acque del lago. Qui tutto diventa poesia, e non si notano quasi quei barboni che, per la prima volta, appaiono, in una società dove tutto sembra perfetto. È la nota stonata, ma che in fondo fa pensare che anche qui, la perfezione non esiste.

 

 

 

 

I giapponesi amano molto il kitsch: un esempio è il giro del laghetto su pedalò a forma di cigno

La città che non dorme mai è come New York, o la si ama alla follia o la si detesta, non è mai indifferente.

Un luogo interessante è Omoyde Yokocho a sud est di Shinjuku. Anche se pare l’atmosfera del passato non sia più la stessa, queste due piccole vie, simili a caruggi, hanno il loro fascino. Le strette vie sono costellate di piccoli bar e ristoranti con pochi posti a sedere che si susseguono. La gente si siede per una birra od uno spiedino. Le lanterne gialle aiutano a creare un’atmosfera unica, d’altri tempi, in grande contrasto con quello che si vede un po’ più avanti.


 

 

 

 

Il moderno Tokyo Metropolitan Government Office ospita anche un osservatorio da cui si ha una bella vista della città

 

 

 

 

Shinjuku è un quartiere che ha contribuito a far diventare Tokyo capitale dell’high-tech. L’enorme figura del gatto tartarugato che appare in tre dimensioni grazie alla curvatura dello schermo del tabellone, è impressionante. Il gatto agita la coda, muove le orecchie ed esce dallo schermo come se volesse prendere un cammino.

 

 

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Tokyo vive intensamente, 24 ore no stop. Ci sono molti quartieri che si animano con il calar delle tenebre, quando le ombre diventano lunghe e la fantasia prende il sopravvento.
Kabukicho è uno strano mix . Il nome deriva dal progetto di un teatro “kabuki” mai terminato. Il quartiere “rosso” di Tokyo è animato, tra giovani che si mettono in coda per cenare o bere in normalissimi ristoranti e, qualche via più avanti, ragazze che attendono clienti.
Il quartiere a luci rosse è gestito dalla Yakuza, la terribile mafia giapponese. Ma nessun problema, è decisamente sicuro  passeggiare in questa zona, perché la Yakuza non vuole creare problemi ai turisti, anzi pare sia proprio lei ad occuparsi della sicurezza del quartiere, rendendolo così una zona tranquilla. La Yakuza ha anche stretto rapporti con la Triade cinese (l’organizzazione di stampo mafioso di origine cinese).

Naturalmente ci sono anche gli alberghi a ore, i famosi Love Hotel

 

 

Qui non mancano i Pachinko, gli assordanti locali dove manager post lavoro o sedicenti vecchietti si giocano la pensione con strane macchinette mangiasoldi: sembrerebbe quasi un luna Park per ragazzi.

I simboli di Kabukicho sono due: il famoso cartello rosso di neon, all’ingresso

 

 

e la testa di Godzilla, che spunta vicino all’Hotel Gramercy: alzate gli occhi per vederla.

Sono tantissimi i riferimenti al quartiere in svariati manga.

A proposito di stranezze, i giovani giapponesi si curano moltissimo e dedicano ore al mantenimento / miglioramento dell’aspetto fisico. Non stupisce quindi vedere, ad esempio, negozi grandi quanto  mini market, specializzati nella vendita di lenti a contatto colorate. Centinaia di modelli e colori, per tutti i gusti.

 

 

Tutte le ragazze amano quell’occhio grande, con la pupilla che sembra dilatata e lucida.
Ho incontrato giovani con il vestito tradizionale e gli occhi con lenti di ultima generazione.

E poi, davanti ad un night club, ho visto cartelli con giovani dai grandi occhi, decisamente poco naturali.

 

 

 


A circa 50 km da Tokyo, Kita- Kamakura è il primo assaggio di quel credo, “Shinto” : la via degli dei, un animismo o politeismo naturale. Le divinità, spiriti o fenomeni naturali o semplicemente presenze spirituali, sono i “kami”

Qui, in questa zona periferica della metropoli, gli antichi templi mantengono un aspetto molto simile al passato, come il Kencho-ji. In una giornata uggiosa e piovosa, la gente si mette in rispettosa fila.

 

 

 

 

 

 

 

Le ragazze vestite anche in abiti tradizionali si soffermano ai banchetti di talismani. I giapponesi sono molto superstiziosi ed i riti scaramantici sono molto diffusi.

Ad esempio il numero 4 porta male perché si legge shi, e shi vuol dire morte, così come il 9, ku che vuol dire dolore. Numeri fortunati sono il 3, 5, 7, 8. Pensate che il 15 novembre si festeggiano i bambini di 3 e 5 anni e le bambine di 3 e 7 anni, che vengono vestiti con kimono, portati al tempio, dando loro una caramella gigante, bianca e rossa, che simboleggia la crescita sana. Ma le credenze sono immani, da”quando il gatto si lava il muso, allora pioverà” a “non fischiare di notte altrimenti verrà a farti visita un serpente”, “non si dorme con la testa rivolta a nord, perché, nella tradizione buddhista, a nord viene indirizzata la testa dei morti”.

Parlando invece di buon auspicio, le gru e le tartarughe rappresentano la longevità.

Accanto a molti templi, negozi di souvenir vendono amuleti porta fortuna, ognuno legato a situazioni precise: amore, soldi, salute, successo a scuola e addirittura la sicurezza sulle strade.

 

 

Ovunque poi ci saranno gli “omikuji”, pezzi di carta che predicono il futuro. Questi vanno letti e poi legati attorno al ramo di un albero od in un’apposita rastrelliera, affinché si avverino.

 

 

Kamakura ha un centro che pullula di negozi e ristoranti, dove giovani, spesso in abiti tradizionali, si fermano per degustare le delizie locali. Estremamente educati, sorridenti e disponibili, sono felici di mettersi in posa per uno scatto veloce.

 

 

 

E parte da qui il mio amore per il popolo giapponese. La mia passione per i ritratti è nota ed anche qui, sarò pronta a fermare tutte le persone che vorrei immortalare nei miei ricordi. Le risposte saranno grandi sorrisi ed una sorta di complicità immediata. Giovani, coppie e meno giovani: in tutto il viaggio non ho mai trovato una persona che non abbia accettato il mio invito e non mi abbia, poi, ringraziata con un inchino. Le uniche saranno due geishe, che cercheranno di allungare il passo alla vista di noi turisti e si nasconderanno in una casa, per non essere ritratte.

 

 

 

Ma la visita a Kamakura porta anche a Kōtoku-in, un tempio che custodisce il grande Buddha, alto oltre 13 metri e secondo per grandezza solo a quello di Nara. Realizzato nel 1252, sopravvisse allo tsunami che distrusse la sala che lo conteneva.

 

 


Poco oltre c’è il tempio Hasedera che custodisce da 1300 anni una preziosissima statua in legno dorato della divinità Kannon, alta oltre nove metri.

 

 

Uno dei luoghi più iconici del Giappone è il monte Fuji, un vulcano di 3776 metri di altitudine, considerato pari ad una divinità, tanto che si ritiene che un pellegrinaggio alle sue pendici debba essere fatto almeno una volta nella vita. A soli 100 km da Tokyo il Fuji è la vetta più alta del paese. Dal lago Kawaguchi si ha una bella vista. Nelle giornate di cielo sereno, la sua forma unica si riflette nel lago.

 

Una comoda teleferica porta ad una piattaforma da cui si gode un’ottima vista.

 

 

 

 

per ora vi lascio qui, con questa splendida vista del Fuji, ma il mio lungo viaggio in Giappone continua.

 

Riparto su uno Shinkansen alla scoperta di altri luoghi di questo straordinario paese.

Stay tuned

 

 

 

 

 

 

2 risposte

  1. I know you wont read or reply to this comment
    You seem to spend a lot of time and money travelling, how can you afford all this ?
    Its not cheap flying and accomodation in these cities
    I’d like to know your secret

    1. Of course I will read and answer. Travelling the world was my dream when I was a hard working and determined girl (I was a career woman). When I decided to quit I invested all the money in small apartments in a strategic area and now I rent them and travel, on a budget (I check good deals for flights, stay in hostels, eat local food etc.).

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